Franca Giannotti si candida al consiglio comunale al fianco di Antonio Fitto
Giannotti, cinque anni di pausa e ora torna a correre per il Consiglio Comunale.
Sì, dopo anni di servizio alla Città, i cinque di “assenza” mi sono stati utili per guardare alla comunità da una prospettiva differente. Sei un semplice cittadino che si spoglia del carico di responsabilità dovuto ai ruoli istituzionali. La pausa mi ha permesso di prendere ossigeno da un contesto che mi aveva demotivata. In questi anni, in tanti mi hanno chiesto di tornare in campo. A queste sollecitazioni ho sempre risposto che si sarebbero dovute creare le condizioni, rappresentate dalla nascita di un gruppo coeso, guidato da una persona capace di aggregare diverse sensibilità e valorizzare le capacità individuali per dare al meglio il proprio contributo nell’attività amministrativa.
Perché con Antonio Fitto?
Premetto che ho sollecitato tutte le parti interessate per individuare un candidato Sindaco unitario per l’area di centrodestra, per fare sintesi rispetto alle visioni differenti emerse sia nella precedente consiliatura che in questa in scadenza. Il mio appello è caduto nel vuoto, si è preferito procedere con una scelta di parte senza avviare un reale confronto con la ricandidatura per il terzo mandato del Sindaco uscente.
In questo scenario di scomposizione simmetrica in entrambi gli schieramenti, ho scelto di candidarmi con Antonio Fitto, perché a lui mi legano gli anni di governo della Città in cui ho potuto svolgere il mandato assegnatomi con la consapevolezza di godere della sua stima e della fiducia sul mio operato.
Questi sentimenti, uniti ad una visione di Città, a un programma elettorale condiviso, all’entusiasmo creatosi attorno a una comunità umana composta da persone che hanno a cuore lo stesso obiettivo, in un’ottica che prescinde da qualsiasi appartenenza a partiti politici, mi hanno convinta a intraprendere questo percorso.
Quali sono i problemi di Maglie, oggi?
Lasciando gli aspetti specifici alla lettura del programma elettorale, c’è un problema di fondo che impone una riflessione: stiamo facendo abbastanza per consolidare la realtà che abbiamo ereditato dall’ingegno e dalla lungimiranza dei nostri predecessori?
La Città appare, a mio modo di vedere, ammantata da una sorta di torpore e di rassegnazione, si è ridotta la centralità che aveva quale punto di riferimento del comprensorio. Il blocco del progetto per il Nuovo Ospedale del Sud Salento, il monitoraggio ambientale, eventi culturali, interventi a sostegno del commercio, opere pubbliche, cura del centro storico e delle periferie, manutenzioni delle strade, parchi e verde pubblico, espletamento delle pratiche edilizie, aspetti demografici, il bisogno avvertito dalla cittadinanza di ascolto, di partecipazione: sono componenti essenziali che ne delineano la crescita o il declino civile ed economico.
Cos’è Maglie per lei?
“Se vuoi essere veramente universale, parla del tuo paese”. (H. De Balzac).
Maglie è la Città delle umili origini insediative, della rigogliosa crescita demografica ed economica, del sorprendente sviluppo urbanistico, delle opere assistenziali e caritative, dei benefici derivati dall’istituzione delle varie scuole e realizzazione di diverse opere pubbliche. Maglie è il crocevia del sud Salento che dal Decurionato in poi ha eletto degni rappresentanti nei diversi livelli istituzionali.
Maglie è la culla che mi ha accolta quando sono nata, la coperta accogliente che ha scaldato la mia infanzia, la mia adolescenza e la mia età adulta. Una realtà di cui ho attraversato le strade e conosciuto le pietre sin da bambina, sempre tra la gente, creando connessioni, radici salde e conoscenza del territorio. Per me Maglie rappresenta il luogo con cui ho la connessione emotiva più forte ed anche il mio punto di riferimento identitario.
Un messaggio per i magliesi.
I magliesi mi conoscono per essere stata amministratore di questa Città. C’è sempre stata sintonia tra noi, grazie alla vicinanza, alla trasparenza, alla semplicità nel relazionarsi. Ho vissuto il servizio per la città come una missione e non come un privilegio per esercitare il potere. Ho sempre ritenuto che agire a favore di principi di equità sociale, sia il giusto percorso per tenere unita la collettività, rendendola partecipe anche nei processi decisionali. Oggi, più di ieri, abbiamo bisogno di essere comunità umanizzata e coesa, per poter realizzare un sostanziale cambio di passo per migliorarci. Se i Magliesi me ne daranno l’opportunità, potrò tornare a servirli con lo stesso impegno e dedizione di sempre: ne sono certa.
[i.p., pubbliredazionale]


