Cerca

Caparezza, un prigioniero in libertà

Il 15 settembre scorso è uscito Prisoner 709, il nuovo album del rapper pugliese che in 16 brani racconta, con angoscia ma anche con ironia, il suo percorso di liberazione dalla sofferenza 

 

A distanza di tre anni dall’ultimo successo di Museica, il cantante pugliese Caparezza (nome di battesimo Michele Salvemini) torna con il nuovo album Prisoner 709, un progetto musicale registrato tra Molfetta e Los Angeles con la collaborazione di Chris Lord-Alege, produttore di artisti del calibro di Bruce Springsteen, Joe Cocker e Green Day. L’uscita dell’album è avvenuta il 15 settembre scorso con la presentazione nella fabbrica Ex Orobia di Milano, mentre il tour promozionale prenderà il via il 17 novembre da Ancona, per poi proseguire il 18 a Bari, 24 a Firenze, 25 a Bologna, 28 a Napoli, 29 a Roma. Il 1° dicembre farà tappa a Brescia, il 2 a Padova, il 6 a Milano e il 7 a Torino. 

“Prigioniero di un carcere mentale”, spiega il rapper, la cui passione per questo genere musicale è nata ascoltando Fight da faida e Quelli che benpensano di Frankie hi-nrg: quest’album è come una sorta di diario personale in cui Caparezza racconta un percorso di autoanalisi che parte da una personale situazione di disagio, una sofferenza personale esplosa nel 2015 a causa dell’acufene (fischi e ronzii nelle orecchie), giungendo poi alla fine alla sua accettazione. Un percorso dove ogni canzone rappresenta un capitolo di questo “carcere mentale”, lasciando percepire a momenti l’angoscia, gli stati d’animo, ma a punti sempre ironico e divertente anche nel dolore. In particolare, il 709 è un numero simbolico che si riferisce piuttosto a un gioco di parole basato su 7 e 9 lettere: Michele o Caparezza, ragione o religione, sopruso o giustizia, frivolo o impegnato.

L’album si compone di 16 brani, aventi una certa complessità testuale ma con una parentesi rock e molteplicità di livelli di lettura, e comunque accessibile a tutti. In apertura il brano Prosopagnosia, cupo e angosciato, e in chiusura Prosopagno sia!, la stessa canzone in una versione più allegra con sonorità anni 80 che esprime serenità e rispecchia l’accettazione di tutte le angosce. Da notare il singolo Ti fa stare bene, pubblicato a pochi giorni di distanza da Prisoner 709 e scritto nel momento di felicità dopo il superamento e la fine delle angosce, in cui è presente un coro di bambini in quanto il cantante di Molfetta sostiene che solo un bimbo può dire una cosa folle che non direbbe un adulto. 

Il disco vede la partecipazione di artisti amici quali Max Gazzè in Migliora la tua memoria con un click, i contributi di John De Leo (da lui definito “un vero talento”) e Darryl DMC Mc Daniels che interviene in rap “aprendo” l’espressività e la grammatica dell’album. 

 

Clara Scarciglia