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Al “Vito Fazzi” un polo di cura per il cancro al seno

All’Oncologico del “Fazzi” di Lecce è stata costituita un’equipe medica per la cura delle patologie mammarie

 

Il tumore al seno è considerato il tumore più diffuso tra la popolazione femminile. Rappresenta la seconda causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari, nelle donne tra i 35 e i 75 anni. Come accade per la maggior parte dei tumori, anche per quello al seno le cause sono del tutto sconosciute. È quindi impossibile consigliare una vera e propria prevenzione. L’unico dato certo è il fattore età: la patologia è eccezionale sotto i 20 anni, è rara tra i 20 e i 29 anni, e diviene frequente dai 30 anni in su. La scienza, quando ha poco da dire, insegna che la miglior cura, ancora prima che una profilassi scandita da semplici e regolari controlli, è la conoscenza e la valutazione del male, caso per caso. È stato appositamente istituito presso l’ospedale d’eccellenza “Vito Fazzi” di Lecce, quello che nel gergo medico è chiamato “Gip”, da “Gruppo Interdisciplinare di Patologia” per ciò che concerne i vari ambiti di studio e di ricerca delle malattie, che nella fattispecie si occupa di assistere e di curare, attraverso l’istituzione di una vera e propria equipe medica, Breast Unit, i casi di tumore alla mammella.
Questa iniziativa, insieme ad altre simili già dedicate al trattamento dei tumori del polmone e del distretto cervico-cefalico, rappresenta un passo d’avanguardia e d’eccellenza per la struttura, in linea con le prerogative di uno dei presidi ospedalieri di punta della sanità pugliese quale è il Fazzi.  Il servizio è stato ufficialmente reso noto nei giorni scorsi presso il Polo Didattico della Asl di Lecce, ma in realtà era già operativo dal luglio di quest’anno. Le donne colpite da tumore al seno potranno ora contare su una assistenza completa, organizzata, seguita passo per passo, per tutto ciò che concerne i bisogni assistenziali relativi alla patologia. La Breat Unit è coordinata dal dottor Vito Lorusso, al cui fianco lavoreranno il dottor Corrado Manca, il chirurgo plastico Ettore Brienza, i radiologi Massimo Torsello e Antonio Carriero, il patologo Enrico D’Ambrosio, gli oncologi Mariangela Ciccarese e Maria Rosachiara Forcignanò, il radioterapista Mario Santantonio, la pisco-oncologa Silvia De Padova e un coordinatore che si occuperà di delineare gli iter terapeutici coordinando le varie specifiche funzioni facenti capo ai vari reparti dell’ospedale.
“Oggi non è più un solo medico responsabile del paziente, ma una équipe che discute il caso clinico e decide la terapia migliore -dichiara il dottor Lorusso-. Quello che c’è di più nella Breast Unit è la figura del coordinatore amministrativo, cioè la perso¬na che, una volta discusso il caso, si prende carico di contattare la paziente e di fissare tutti gli appuntamenti necessari per fare scintigrafia ossea, Tac, ecografia, visita del radioterapista, quella oncologica. Prima accadeva che il chirurgo operava la paziente, le dava l’esame istologico e la inviava a fare la visita oncologica. In questo modo la paziente rischiava di disperdersi, mentre adesso c’è più razionalità e più organizzazione”. Il reparto di unità senologica è stato riorganizzato ed ampliato al fine di poter trattare minimo 100 casi di tumore al seno all’anno, riguardanti qualsiasi stadio della malattia.

 

Alessandro Tomaselli