Crescono denunce e casi mortali. In calo le malattie professionali
Nel periodo gennaio-luglio 2026, a Lecce e provincia gli infortuni sul lavoro denunciati sono aumentati del 4,5 per cento, passando da 2.691 a 2.811. Ma il dato più preoccupante riguarda gli incidenti mortali, saliti da quattro a sette. In controtendenza, invece, le denunce di malattie professionali, diminuite del 9,9 per cento. È un bilancio fatto di luci e ombre quello che emerge dal confronto tra i primi sette mesi del 2025 e lo stesso periodo del 2026, contenuto nel prospetto dell’Anmil (Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro), elaborato su dati Inail.
L’incremento registrato in provincia di Lecce si inserisce in una tendenza che interessa anche il resto della Puglia e l’intero Paese. A livello regionale le denunce sono passate da 16.391 a 17.092, con una crescita del 4,3 per cento. In Italia si è saliti da 349.444 a 368.085 casi, pari a un aumento del 5,3 per cento.
A destare particolare preoccupazione è soprattutto il dato relativo agli infortuni mortali. Se in provincia di Lecce i casi denunciati sono saliti da quattro a sette, infatti, in Puglia il numero complessivo è rimasto invariato a quota 38, mentre in Italia si è registrata una diminuzione da 607 a 595 casi (-2 per cento).
Sul fronte delle malattie professionali, invece, il territorio leccese mostra una controtendenza. Le denunce sono scese da 1.494 a 1.346, con una flessione del 9,9 per cento. Un dato in contrasto con l’aumento registrato in Puglia, dove si è passati da 6.893 a 8.078 denunce (+17,2 per cento), e in Italia, con una crescita da 59.857 a 69.796 (+16,6 per cento). Il prossimo rilevamento dati sarà fino al 31 ottobre.
Il quadro complessivo conferma quanto la sicurezza nei luoghi di lavoro resti una questione centrale. L’aumento degli infortuni e, soprattutto, dei casi mortali richiama la necessità di rafforzare la prevenzione, la formazione dei lavoratori, i controlli e il rispetto delle norme. Perché dietro le statistiche ci sono persone, famiglie e comunità che pagano il prezzo più alto quando la sicurezza non è garantita.
Salvatore Ciriolo


