Intensificate le attività di controllo del territorio tra il 27 luglio e il 2 agosto
Identificate 3.977 persone e sottoposti a verifica 1.653 veicoli. Sono i numeri dei controlli di polizia tra il 27 luglio e il 2 agosto nelle marine di Nardò, Copertino, Porto Cesareo, Gallipoli, il capoluogo leccese e le località balneari di San Cataldo, Frigole e Casalabate, mentre a Monteroni è stato coordinato un servizio alto impatto che ha visto il coinvolgimento anche delle altre Forze di Polizia.
L’esecuzione dei dispositivi di ordine e sicurezza pubblica si è avvalsa del supporto operativo degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Meridionale. A Casalabate, a seguito delle verifiche sul posto, nei confronti della titolare di un esercizio commerciale è stato redatto un invito a presentarsi negli uffici della Divisione Polizia Amministrativa della Questura per ulteriori accertamenti.
A Lecce il 30 luglio gli agenti della Questura di Lecce hanno dato esecuzione a un’ordinanza di carcerazione, emessa dalla Corte d’Appello – Sezione Penale di Lecce, a carico di un uomo di 47 anni residente nel capoluogo, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari.
I poliziotti delle Volanti si sono recati presso l’abitazione del 47enne, situata al quarto piano di uno stabile, per notificare ed eseguire il provvedimento con conseguente trasferimento in carcere.
Alla notizia della reclusione, l’uomo ha subito manifestato un forte stato di alterazione, dando vita a violente escandescenze e contestando le motivazioni del provvedimento giudiziario, ritenute assurde e incongruenti.
L’uomo ha iniziato a muoversi freneticamente all’interno dell’appartamento, avvicinandosi pericolosamente alle finestre che si affacciano sulla strada.
Di fronte al pericolo, gli operatori di Polizia hanno mantenuto un monitoraggio costante e ravvicinato, senza mai perderlo di vista. Inoltre gli agenti hanno provveduto alla messa in sicurezza dell’ambiente domestico, bonificandolo da oggetti potenzialmente offensivi rimasti a portata di mano.
Nonostante il tentativo di mediazione, ha impugnato una forchetta rimasta su un tavolo tentando di conficcarsela nel braccio.
Il pronto intervento dei poliziotti ha impedito che l’uomo si procurasse lesioni. Una volta riportata la situazione alla calma, il 47enne è stato accompagnato in questura e poi in carcere.
Infine, nelle prima mattinata del 2 agosto, la Polizia di Stato ha arrestato una donna di 50 anni, nata e residente a Gallipoli, ritenuta responsabile di tentato omicidio e porto di arma atta ad offendere.
L’intervento degli agenti del commissariato gallipolino è scattato intorno alle 3:30 a seguito di una segnalazione che indicava la presenza di un uomo ferito all’addome con un coltello. Giunti sul posto, i poliziotti hanno riscontrato la presenza dell’aggredito: l’uomo, con gli abiti intrisi di sangue, è stato medicato dal personale del 118 e successivamente trasportato in ospedale, in gravi condizioni ma non in pericolo di vita.
Sul luogo dell’aggressione gli agenti hanno rilevato evidenti segni di violenza, tra cui i vetri infranti del portone d’ingresso dell’abitazione della vittima. Gli accertamenti della Polizia Giudiziaria, condotti ascoltando i testimoni presenti sul posto, hanno consentito di identificare l’autrice del gesto, una donna del luogo già nota agli uffici di Polizia. La cinquantenne è stata rintracciata alle prime luci dell’alba dagli agenti rimasti a presidio dell’area.
La ricostruzione delle forze dell’ordine ha permesso di accertare che la donna, subito dopo l’accoltellamento, si era rifugiata nella propria abitazione situata a breve distanza da quella della vittima. Nel corso della successiva perquisizione domiciliare, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato l’arma utilizzata per l’aggressione, un coltello subacqueo della lunghezza di 18 centimetri.
In base alla prima ricostruzione dei fatti, l’episodio non sarebbe riconducibile a contrasti specifici, bensì a una pregressa richiesta di somme di denaro che la donna aveva insistito per ottenere nei giorni precedenti dai familiari della vittima, con l’intento di acquistare alcol e sostanze stupefacenti. Le indagini hanno evidenziato come la donna avesse recentemente rivolto analoghe richieste economiche a diversi residenti della zona per sostenere la propria dipendenza.
Al termine delle formalità di rito, il Pubblico Ministero di turno ha disposto il trasferimento della donna presso la casa circondariale di Lecce, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.


