Prosegue la battaglia dell’associazione “Salento Sostenibile”: nuovo appello ai cittadini per far sentire la propria voce
C’è tempo fino a giovedì 23 luglio per inviare le osservazioni contro un progetto che, dicono dall’associazione “Salento Sostenibile”, “porterebbe nel cuore del Salento aerogeneratori più alti della Torre Eiffel”. Prosegue così la battaglia contro il progetto eolico denominato “Lecce”, che entra nelle sue ore decisive. Il proponente infatti ha presentato a fine giugno una variante che riduce gli aerogeneratori da undici a dieci. “Un aggiustamento minimo – sottolinea il sodalizio – che non cambia la sostanza di un’opera profondamente incompatibile con il nostro territorio. C’è tempo fino al 23 luglio per depositare al Ministero le proprie osservazioni contrarie, e Salento Sostenibile invita tutte le comunità, le aziende agricole, gli operatori turistici e i singoli cittadini a farsi portavoce di questo No. Un solo dato basta a misurare la posta in gioco: la Grecìa Salentina e l’intero Salento sono oggi aggrediti da oltre 1.500 progetti di energia rinnovabile, di cui quasi seicento eolici. Insieme rappresenterebbero più di dieci volte l’obiettivo assegnato alla nostra Regione. Significherebbe stravolgere per sempre il volto, la bellezza e l’attrattività di questa terra, cancellando ciò per cui i nostri nonni hanno lavorato e su cui ancora oggi si regge un’economia fatta di agricoltura, bio-ospitalità, turismo e artigianato”.
Le ragioni del no sono svariate e vengono elencate con preoccupazione: “C’è, prima di tutto, un’economia da difendere: quella dei nostri territori, che vive di agricoltura di qualità, di accoglienza e di turismo, e che un impianto di questa portata rischia di travolgere. C’è poi una natura fragile e preziosa, perché parliamo di un’area attraversata dalle rotte migratorie di specie di uccelli rare, che verrebbero messe a serio rischio insieme a un patrimonio di biodiversità costruito nei secoli. Ma il progetto colpisce anche il tessuto più intimo di questa terra. Le aziende agricole locali verrebbero letteralmente smembrate, con la loro stessa sopravvivenza appesa a un filo. E le opere necessarie a collegare gli aerogeneratori cancellerebbero muretti a secco secolari e costringerebbero all’espianto di ulivi: ferite profonde inferte a un territorio che ha già pagato fin troppo caro il suo tributo ambientale. Poi c’è la dimensione dello stravolgimento, che basta un’immagine a rendere: si tratta di torri alte circa 200 metri, più della Torre Eiffel. Immaginatele tutte insieme, piantate nel cuore del Salento. È questo il volto di un intervento aggressivo, che non si limita a modificare il paesaggio ma lo devasta. A pesare non è solo il progetto, ma il metodo. Una delle pale verrebbe eliminata perché “fa ombra” a un impianto agri-fotovoltaico: si guardano soltanto gli aspetti tecnici, senza alcuna attenzione al territorio e a chi lo vive. E non ci si lasci ingannare dalla dicitura rassicurante “Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica”: la questione è seria e riguarda il futuro di tutti noi.
“Non stanno guardando questo territorio, guardano solo gli aspetti tecnici. È un vero e proprio sopruso. Questo progetto non è sostenibile per il Salento: distrugge la biodiversità, smembra le aziende agricole, cancella muretti a secco secolari e ulivi. Difendere questa terra oggi è responsabilità di ognuno di noi.”, conclude Domenico Scordari, presidente di “Salento Sostenibile”.
Le osservazioni al ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico (Mase) possono essere inviate da ogni cittadino entro giovedì 23 luglio tramite pec, all’indirizzo: va@pec.mase.gov.it, oppure attraverso il portale delle Valutazioni Ambientali del Ministero, alla pagina dedicata al progetto “Lecce”, tramite il sito https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/11925/18446.
(foto: elaborazione grafica)


