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Salento e Trieste, patto di amicizia tra Lions Club

Un ponte Nord-Sud nel segno del servizio e della cultura grazie ai Lions Club “Salento Territorio e Ambiente” e “Trieste Miramar” 

Un momento di grande valore istituzionale e umano, che ha unito simbolicamente Sud e Nord Italia. Nella suggestiva cornice del Museo Civico di Paleontologia di Maglie si è svolta la cerimonia ufficiale di sottoscrizione del Patto di Amicizia tra il Lions Club Salento Territorio e Ambiente e il Lions Club Trieste Miramar. Un’occasione speciale in cui una firma è molto più di un gesto formale: diventa un atto di fede nel futuro.

La significativa occasione di dialogo, collaborazione e condivisione dei valori lionistici ha rafforzato il legame tra due realtà territoriali distanti geograficamente ma unite da una visione comune di servizio.

La firma del patto

A sottoscrivere il patto sono stati i presidenti dei due club, Pierluigi Aversa, presidente del Lions Club Salento Territorio e Ambiente, e Antonio Tasca, presidente del Lions Club Trieste Miramar.  La cerimonia è stata arricchita dagli interventi dei rappresentanti dei club e delle autorità lionistiche. Tra questi, il Governatore del Distretto 108 AB, Girolamo Tortorelli, ha sottolineato l’importanza di creare reti tra club per amplificare l’impatto delle attività di servizio: “Questi momenti rafforzano il senso di appartenenza e permettono ai Lions di essere ancora più incisivi nei territori”.

Gli interventi del presidente Pierluigi Aversa, di Gisella Nuzzaci, presidente della Circoscrizione G, hanno evidenziato come il patto non sia soltanto formale, ma rappresenti un vero e proprio impegno operativo per sviluppare progetti condivisi nei campi della solidarietà, della tutela ambientale e della promozione culturale. Questa iniziativa rappresenta, dunque, solo l’inizio di un percorso condiviso: sono state, infatti, gettate le basi per ulteriori momenti di confronto e collaborazione tra i due club, con l’intento di costruire nel tempo iniziative sempre più strutturate e incisive.

La musica come linguaggio comune

Tra tutte le cose che accomunano il Salento e Trieste, l’amore per il bello, la cultura millenaria, l’ospitalità profonda, ce n’è una che emerge con particolare forza: la musica. Non come ornamento, ma come linguaggio dell’anima, capace di abbattere distanze e costruire ponti laddove le parole si fermano.

In questo contesto, assume particolare rilievo il ruolo del presidente Antonio Tasca, che ricopre attualmente la carica di presidente del Conservatorio di Lucca, che ha espresso il suo impegno concreto per condividere e per legare i due Club in progetti culturali e musicali, secondo anche quanto auspicato da Fabrizio Ruggeri, cultore di musica classica e tra i fondatori del Lions Club Salento Territorio e Ambiente.

La visita della delegazione triestina

La firma del patto si inserisce all’interno di un più ampio programma di accoglienza della delegazione triestina, che ha avuto l’opportunità di scoprire alcune delle eccellenze del territorio salentino. Nel corso del soggiorno, gli ospiti hanno visitato Otranto, Gallipoli e Santa Maria di Leuca. Luoghi che evocano secoli di storia, il sapore del mare Adriatico e Ionio, la luce particolare di questa terra che sembra filtrare il sole diversamente da qualunque altro posto in Italia. Gli ospiti triestini hanno visto con i propri occhi ciò che i salentini custodiscono con orgoglio e condividono con generosità: un patrimonio storico, culturale e paesaggistico di rara bellezza. Queste ore vissute insieme, tra chiese bizantine e bastioni sul mare, hanno regalato una vera magia a questa esperienza che ha contribuito a rafforzare il legame umano tra i soci, oltre quello istituzionale.

L’incontro si è concluso in un clima conviviale che però ha consegnato anche una riflessione profonda su questo Patto di Amicizia che rappresenta un esempio concreto di come il network Lions continui a essere una piattaforma attiva di connessioni, capace di unire territori e persone nel segno del servizio, della cultura e della condivisione.

Un patto tra club che non è una formalità burocratica: è una moltiplicazione di forze, una rete che si allarga, un modo concreto per portare il servizio laddove, da soli, non si riuscirebbe ad arrivare.

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