Domenica scorsa la solenne cerimonia in via Pertini
Domenica 26 aprile, nell’ambito delle celebrazioni per l’80esimo anniversario della Liberazione, si è tenuta a Specchia la solenne cerimonia di inaugurazione del Parco degli Internati militari italiani. Nell’area di via Pertini è stata scoperta la lapide commemorativa dedicata ai cento Internati Militari Italiani originari della comunità specchiese.
Un momento intenso e partecipato, vissuto nel segno della memoria, della riconoscenza e del dovere civile di ricordare quanti, dopo l’8 settembre 1943, scelsero di opporsi al nazifascismo rifiutando di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e pagando tale scelta con la deportazione nei campi di prigionia tedeschi.
Alla cerimonia hanno preso parte cittadini, familiari e parenti degli Imi provenienti anche dai comuni vicini, testimoniando quanto viva e condivisa sia ancora oggi questa memoria.
Presenti inoltre i rappresentanti dell’Anpi provinciale, le associazioni del territorio, tutti i consiglieri comunali di maggioranza e autorità civili e militari.
A rendere omaggio anche l’Arma dei Carabinieri, rappresentata dal Maresciallo Monteduro, la cui presenza ha conferito ulteriore solennità alla commemorazione.
La lapide, collocata all’interno del nuovo parco cittadino e recante incisi i nomi dei cento internati militari specchiesi, è stata benedetta dal parroco don Antonio Riva e inaugurata ufficialmente dal sindaco Anna Laura Remigi. Nel suo intervento l’avvocata e prima cittadina ha sottolineato “il valore storico e morale del sacrificio compiuto da quei concittadini, esempio di coraggio, dignità e amore per la patria. Con l’intitolazione del Parco degli IMI e con questa lapide commemorativa, Specchia compie un gesto concreto e duraturo: trasformare la memoria in patrimonio collettivo e consegnarla alle nuove generazioni. La comunità specchiese rinnova così il proprio impegno affinché il sacrificio dei suoi 100 eroi non venga mai dimenticato e continui a parlare alle coscienze di oggi e di domani”.
Particolarmente significativo, infine, anche il contributo di Donato Coluccia, autore del volume dedicato agli Imi di Specchia, il cui lavoro di ricerca ha consentito di riportare alla luce vicende troppo a lungo dimenticate.


