“Lavoratori al freddo”: il sindacato invita gli operai della Cnh Industrial di Lecce a incrociare le braccia a fine turno
“A Lecce gli operai della Cnh Industrial (colosso mondiale della produzione di macchine movimento terra) lavorano al freddo, con la prospettiva di restarci per altri quattro anni almeno”. Con queste premesse la Fiom Cgil su mandato dell’assemblea dei lavoratori ha proclamato per oggi quattro ore di sciopero a fine turno.
I lavoratori incroceranno dunque le braccia stamattina alle 11.45, durante il turno centrale, dando vita a un corteo interno per poi uscire fuori dallo stabilimento intorno alle 12.15, nella zona industriale di Lecce, in viale Francia.
La decisione è stata presa dall’organizzazione sindacale dopo l’incontro del 20 gennaio tra la direzione aziendale leccese dello stabilimento e i Rappresentanti dei lavoratori per la salute e sicurezza.
“L’azienda ha fatto sapere che il problema sarà migliorato nel 2030, quando saranno conclusi i lavori di manutenzione del tetto. Rivendichiamo solo condizioni di lavoro dignitose, sicure e rispettose della salute e della dignità”, spiega la segreteria provinciale della Fiom Cgil Lecce.
“Gli operai soffrono il freddo da anni. Dopo tante sollecitazioni, proposte e purtroppo altrettanti dinieghi, è arrivato il momento di farsi sentire e di protestare, senza aver paura di alzare la testa. In questo stabilimento le condizioni di salute e sicurezza sul lavoro sono ferme da anni, almeno nelle officine, dove lavorare d’inverno e anche d’estate è davvero difficile”.
A Lecce sono circa 620 gli operai che lavorano nelle officine. Una parte di loro, fa sapere il sindacato, opera nel reparto “Testing” e gode di un impianto di riscaldamento degli anni Settanta, tuttora funzionante. Nelle officine, il medesimo impianto fu smantellato circa vent’anni fa senza essere sostituito. “Le lotte degli ultimi anni hanno portato a piccole conquiste (ventilatori sulle postazioni, maglie termiche e giubbini), ma sono dei palliativi. Come poco efficace è risultata l’installazione di alcuni condizionatori in una zona delle officine. Pur non essendo lavoratori esposti agli agenti atmosferici, nel chiuso dell’officina le temperature che devono sopportare i metalmeccanici di Cnhi diventano estreme sia d’inverno sia d’estate”, conclude la segreteria.


