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Botta e risposta tra Antonio Coppola e il Comitato Pro Palazzo Comi

Il Comune non ha alcuna competenza sul bene, ma è fermo l’impegno al recupero dell’uso e della programmazione 

 

“Il sindaco di Tricase getta la spugna”. Così titola il comunicato diramato dal Comitato Pro Palazzo Comi, che continua la sua battaglia per restituire il maniero natio del poeta salentino alla comunità locale e non solo. Stavolta gli strali colpiscono il primo cittadino di Tricase che avrebbe lasciato intendere nel Consiglio comunale del 21 dicembre di non avere titolo per ricorrere contro la Provincia a proposito del bando trentennale che ‘valorizzerebbe’ l’edificio lucugnanese con attività terziarie. I toni si fanno aspri e gli attivisti si domandano se questo sia un assist al presidente Antonio Gabellone che ha dichiarato di voler portare a termine la procedura di assegnazione. Intanto il Comitato è pronto a impugnare l’eventuale assegnazione a privati del bene e attende l’ispezione della Soprintendenza Archivistica. 

La replica da palazzo Gallone non si fa attendere e in una nota il sindaco Antonio Coppola spiega come l’obiettivo principale resti il rientro di Casa Comi nella disponibilità delle comunità salentine, e quali i mezzi per conseguirlo nel rispetto delle leggi e delle competenze che molti forse non conoscono. “Casa Comi è di proprietà della Provincia di Lecce che può disporne nel modo che riterrà più utile -dichiara il primo cittadino-; in secondo luogo le attività culturali sono passate alle competenze regionali; il patrimonio librario, di enorme valore, è tutelato e non potrà essere utilizzato se non dietro parere ed autorizzazione degli organi preposti alla tutela; in ultimo, il Comune di Tricase ha il privilegio di avere Casa Comi nel proprio territorio, ma non ha, per ora, alcuna competenza su di esso. In questo quadro ricorrere in via giudiziaria non è possibile, se qualcuno ha soluzioni praticabili lo metta nero su bianco”. 

Si consideri anche l’ipotesi di annullamento del bando: essendo la proprietà della Provincia e la competenza della Regione nessuno senza la loro autorizzazione potrebbe metterci piede, e se poi mancassero anche i fondi per la manutenzione Casa Comi rimarrebbe un bene tombato. Spegnendo ogni polemica Antonio Coppola conclude: “Da mesi, ormai, verificata l’impossibilità di qualunque ricorso, ho intavolato confronti con la Provincia e con la Regione. Nostro obiettivo è che la programmazione dell’uso e delle attività di Casa Comi passi ufficialmente dal Comune, pur rimanendo la Proprietà della Provincia, e che ci venga confermato dalla Regione il personale. Non sono certo di riuscirci, ma ho buone speranze di farcela”. 

 

M. Maddalena Bitonti