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RafQu, all’anagrafe Raffaele Quarta, è un compositore, chitarrista e autore. Nasce nella provincia di Brindisi nel 1985 e cresce a Monaco di Baviera. Dopo diverse esperienze musicali come chitarrista nel 2013 pubblica il suo album solista Homeless e si esibisce nelle più prestigiose Guitar Night in Europa e in Asia. Susseguono due importanti pubblicazioni per la prestigiosa etichetta americana CandyratRecords e per FretMonkeyRecords. Nel 2017 pubblica la sua prima raccolta di poesie dal titolo Come Gerbere Arancioni-Poesie&Stronzate a Piazza Bologna. Attualmente è laureando in composizione classica in Conservatorio “T. Schipa” di Lecce ed è impegnato in nuovi progetti musicali. 



Il tratto principale del tuo carattere. 

Determinato, tenace.

Il tuo principale difetto.

A tratti burbero e permaloso.

La qualità che preferisci in una donna? 

Il coraggio e l’indipendenza.

E in un uomo?   

La lealtà, la voglia di fare. 

Cosa ci vuole per esserti amico?     

Sincerità, un sorriso e della birra.

Cos’è la felicità?

Qualcosa che non ho mai smesso di cercare. 

L’ultima volta che hai pianto? 

Due giorni fa.

Di cosa hai paura? 

Di non farcela.  

Canzone che canti sotto la doccia?  

Dipende dal mood, questa mattina era The Masterplan degli Oasis. 

Musicisti o cantanti preferiti? 

Led Zeppelin, Beatles, Steve Reich, Michael Hedges.

Poeti preferiti? 

Bukowsky, Salinas, Milo De Angelis. 

Autori preferiti in prosa

John Fante, Reyes, Dostoevskij.

Libri preferiti. 

Chiedi alla polvere, Opinioni di un clown, C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo.

Attori e attrici preferiti. 

Charlie Chaplin, Woody Allen, Jack Black.

Chi potrebbe interpretarti sul grande schermo?    

Un misto fra Ben Stiller e Hugh Jackman. 

Film preferiti. 

Sleepers, Nuovo Cinema Paradiso, Nel nome del padre.

I tuoi pittori preferiti. 

Dalì.

Il colore che preferisci.

Arancione.

Se fossi un animale, saresti? 

Un randagio, anche se l’ippopotamo resta il mio preferito. 

Cosa sognavi di fare da grande?

Ero indeciso fra il batterista di una rock band famosa o il vigile del fuoco.

L’incontro che ti ha cambiato la vita?

Il maestro Pino Forastiere.

La persona a cui chiederesti consiglio in un momento difficile?

Probabilmente i miei genitori, e probabilmente non li starei a sentire.

Quel che detesti più di tutto.

Perdere tempo, guidare e la falsa modestia. 

Quanto tempo dedichi alla cura del tuo corpo?  

Quello che resta della giornata.

Piatto preferito.

La carbonara.

Il profumo preferito.

Il mare Adriatico, in inverno.

Il fiore che ami.

Le gerbere.

La tua stagione preferita? 

Autunno.

Il paese dove vorresti vivere?

Mi piace l’Italia, sto bene qui.

In quale epoca ti sarebbe piaciuto vivere?

Fine anni ‘60 inizio ‘70, a Londra.

Personaggi storici che ammiri di più. 

Leonardo Da Vinci, Bach e tutti coloro che si sono ribellati al sistema.

Personaggi storici detestati. 

Sono troppi, non so da dove iniziare. 

Cosa faresti per sostenere ciò in cui credi? 

Tutto quello che c’è da fare e che posso fare, anche solo per continuare a crederci.

Chi è il tuo eroe vivente? 

Gino Strada.

Il tuo sogno ad occhi aperti? 

Se rispondo non si avvera più.

Il tuo rimpianto più grande? 

Ne ho qualcuno, ma conoscendomi forse il più grande deve ancora venire.

Cos’è l’amore?  

Qualcosa di folle, insensato. Un sentimento che muove tutto ciò intorno Non so, ma mi piace pensare questo.

Stato attuale del tuo animo.

L’Oktoberfest, tipo un delirio.

Il tuo motto.

“To be a rock and not to roll”.

Come vorresti morire?

Orgoglioso di ciò che ho realizzato in vita per me e per gli altri. 

 

Claudia Mangione - foto di Simone Perrone 


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