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Giulia Innocenti

Giulia Innocenti

Protagonista con lo spettacolo Ristrette a “Storie di donne”, la rassegna magliese di teatro prosa, si forma come attrice al Centro di Sperimentazione Teatrale di Pontedera e alla Scuola Europea per l’Arte dell’Attore di San Miniato, dove incontra vari maestri tra cui Nicolaj Karpov, insegnante di movimento scenico del GITIS di Mosca, che segue per quattro anni. Studia canto con Francesca Della Monica e biomeccanica del parlato con Natalia Orekova. Lavora con importanti registi teatrali, tra cui Giancarlo Cobelli, Alfonso Santagata, Carlos Martin, Josè Sanchis Sinisterra, Luciano Melchionna, e con il coreografo Micha Van Hoecke. Lavora inoltre in importanti opere liriche, come mimo e attrice, e teatrali. Interpreta ruoli nei film Freddy Hotel, Paz, Sulla strada di casa, Gas, e in televisione è protagonista in alcune puntate di famose fiction: Distretto di Polizia, Ris, La scelta di Laura, Cuore contro cuore, Nati ieri, Lampedusa. Negli ultimi anni firma anche spettacoli come regista.



Il tratto principale del tuo carattere. 

Mia madre direbbe testarda! Io direi ribelle ed emotiva.

Il tuo principale difetto. 

La pigrizia e l’emotività.

La qualità che preferisci in una donna? 

Generosità e lealtà.

E in un uomo?      

Idem.

Cosa ci vuole per esserti amico?  

Sempre quello! Essere leale e generoso.

Cos’è la felicità? 

È un attimo, che spesso scivola via. 

L’ultima volta che hai pianto? 

Ieri, dall'emozione. 

Di cosa hai paura? 

Posso scrivere un monologo di 100 pagine? 

Canzone che canti sotto la doccia?  

Non canto sotto la doccia.

Musicisti o cantanti preferiti? 

Quelli che mi fanno ballare o emozionare, dipende dal momento. 

Poeti preferiti? 

Pasolini.

Autori preferiti in prosa?  

Shakespeare, Camus, Genette, Jarry.

Libri preferiti. 

Tanti… Ne citerò solo uno: L’elogio della follia.

Attori e attrici preferiti. 

Tanti di quelli che non sono conosciuti, ma che sono dei grandi attori e lavorano poco, e non si capisce il perché. In Italia si sputa sul talento, nonostante ce ne sia davvero tanto.  

Chi potrebbe interpretarti sul grande schermo?    

Non me lo sono mai chiesta. So solo che avrei voluto essere Marlon Brando. 

Film preferiti. 

C'era una volta in America, Arancia meccanica, Le iene, Blade runner.

I tuoi pittori preferiti. 

Salvador Dalí.

Il colore che preferisci. 

Blu.

Se fossi un animale, saresti? 

Un cane randagio.

Cosa sognavi di fare da grande? 

L’attrice.

L’incontro che ti ha cambiato la vita? 

Giancarlo Cobelli e Nicolaj Karpov.

La persona a cui chiederesti consiglio in un momento difficile? 

A tutti i miei amici, amiche, la mia mamma, mio fratello! Ascolto trecento voci, prima di prendere delle decisioni… poi decido con il cuore.

Quel che detesti più di tutto. 

L’ignoranza umana. Essere ignoranti umanamente è molto più grave che essere ignoranti culturalmente.

Quanto tempo dedichi alla cura del tuo corpo?   

Il giusto. 

Piatto preferito. 

La pasta.

Il profumo preferito. 

Quello delle persone che amo (compresi animali).

Il fiore che ami. 

Mi piacciono tutti. La natura mi affascina per intero. 

La tua stagione preferita? 

Primavera. 

Il paese dove vorresti vivere? 

Nel Paese delle Meraviglie.

In quale epoca ti sarebbe piaciuto vivere? 

Nel futuro.

Personaggi storici che ammiri di più. 

Gandhi.

Personaggi storici detestati. 

Hitler.

Cosa faresti per sostenere ciò in cui credi? 

Quello che faccio, ovvero “resistere”.

Chi è il tuo eroe vivente? 

Non ho un eroe, ma ammiro le persone eroiche che dedicano il loro tempo in imprese umanitarie e animaliste. 

Il tuo sogno ad occhi aperti? 

Non si svelano i desideri altrimenti perdono la loro forza e la possibilità di realizzarsi davvero. 

Il tuo rimpianto più grande? 

Non aver denunciato una persona.

Cos’è l’amore?  

È quella cosa strana che manda avanti il mondo.

Stato attuale del tuo animo.

Sereno variabile.

Il tuo motto. 

“E 'sti cazzi!”. 

Come vorresti morire? 

Non ci voglio pensare, preferisco pensare a come vorrei vivere. 

 

Claudia Mangione - foto di Luca Brunetti


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