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Isabella Tundo

Isabella Tundo

Originaria di Galatina, classe 1992, nell’ottobre 2017 consegue la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, con voto 110 e lode, a cui fa seguito nel febbraio 2018 l’abilitazione all’esercizio della professione, con successiva iscrizione all’Ordine dei Medici e dei Chirurghi della provincia di Lecce. L’amore per la musica nasce all’età di 6 anni, quando inizia a studiare il pianoforte, e l’accompagnerà sempre finché, spinta e incoraggiata dal fratello Carmine, crea con lui nel 2015 il duo La Municipàl ed è un susseguirsi di successi: aprono importanti concerti (Niccolò Fabi, Skunk Anansie, Subsonica, Daniele Silvestri), pubblicano il primo LP Le nostre guerre perdute e ottengono numerosi riconoscimenti, come la finale al “Premio Fred Buscaglione 2016” dove si aggiudicano il premio MEI. Nel marzo del 2018, sempre con La Municipàl, è impegnata nella presentazione dell’album B Side (Discographia Clandestina), a cui farà seguito, poco dopo, la vittoria al “1M NEXT” e i premi SIAE e Nuovo Imaie sul palco del Concertone del Primo Maggio di Roma.



Il tratto principale del tuo carattere. 

Tenace, empatica e prudente. 

Il tuo principale difetto. 

Sono molto severa con me stessa. 

La qualità che preferisci in una donna? 

Determinazione, eleganza e indipendenza.

E in un uomo? 

Carisma e intraprendenza. 

Cosa ci vuole per esserti amico?  

Saper ascoltare senza giudicare, saper condividere senza pretendere. 

Cos’è la felicità?

Stare bene con sé stessi e con gli altri.    

L’ultima volta che hai pianto?

Piango spesso, in solitudine.

Di cosa hai paura?

Della morte, non la mia ma delle persone che amo.

Canzone che canti sotto la doccia?  

Quella che mi viene in mente in quel momento. 

Musicisti o cantanti preferiti?

Nick Cave, The Beatles, Edith Piaf, Dimartino. 

Poeti preferiti? 

Hemingway, Alda Merini.

Autori preferiti in prosa? 

Camilleri, Zafòn, Yoshimoto.

Libri preferiti.

Jane Eyre di Charlotte Bronte. 

Attori e attrici preferiti. 

Meryl Streep, Diane Keaton, Benedict Cumberbatch, Marco Giallini. 

Chi potrebbe interpretarti sul grande schermo?    

Una persona malinconica.   

Film preferiti. 

Gran Torino e le saghe fantasy.  

I tuoi pittori preferiti. 

Chagall. 

Il colore che preferisci.

Il nero. 

Se fossi un animale, saresti? 

Il mio cane. 

Cosa sognavi di fare da grande?

Medico, archeologo e direttrice d’Orchestra. 

L’incontro che ti ha cambiato la vita?

Ce ne sono stati molti, nel bene e nel male. Credo che anche piccoli incontri possano cambiare significativamente il decorso della nostra vita. 

La persona a cui chiederesti consiglio in un momento difficile?

La mia famiglia e le mie amiche, anche se poi ascolto sempre me stessa.

Quel che detesti più di tutto.

La superficialità e la saccenza.

Quanto tempo dedichi alla cura del tuo corpo? 

Poco, purtroppo. 

Piatto preferito. 

Le bombette di carne con le patate fritte. 

Il profumo preferito. 

Del pane appena sfornato. 

Il fiore che ami. 

Le dalie, viola con le punte bianche. 

La tua stagione preferita? 

La primavera per il clima; l’autunno per il mood

Il paese dove vorresti vivere? 

Nonostante tutto, il mio. 

In quale epoca ti sarebbe piaciuto vivere? 

Mi sarebbe piaciuto nascere negli anni ’50 del ‘900. 

Personaggi storici che ammiri di più. 

Giovanna D’Arco, Nelson Mandela, Rita Levi Montalcini.

Personaggi storici detestati. 

Gli invasori e i dittatori.

Cosa faresti per sostenere ciò in cui credi? 

Sacrificio e dedizione. 

Chi è il tuo eroe vivente? 

Bebe Vio. 

Il tuo sogno ad occhi aperti? 

Girare il mondo e fondare una casa di cura in cui i pazienti possano interfacciarsi con musica e arte. 

Il tuo rimpianto più grande? 

Per ora non ne ho. 

Cos’è per te l’amore?

Guardare negli occhi una persona e sentirsi a casa. 

Stato attuale del tuo animo.

Un pedalò in mare aperto.

Il tuo motto.

“Homo faber fortunae suae”.

Come vorresti morire?

Sul “come” non saprei, ma almeno dopo aver lasciato qualcosa di buono in questo mondo. 

 
Claudia Mangione - foto di Matteo Casilli 

 


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