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Anniversari e pensieri fantasma

 di Stefano Manca

 

 

 

Il 25 marzo si è celebrato il Dantedì, Giornata nazionale istituita qualche anno fa dal Ministero della Cultura per celebrare Dante Alighieri. Anche noi nel nostro piccolo abbiamo voluto ricordare il sommo poeta. In questo numero abbiamo dedicato uno spazio al racconto di un murales recentemente realizzato a Novoli per ricordare l’autore della Divina Commedia. Capita, dinanzi ai giganti della letteratura, dell’arte e di ogni campo possibile che non sono più tra noi – non importa se scomparsi recentemente o secoli fa – di immaginarli a commentare l’attualità. “Chissà cosa direbbe oggi Dante di questo o di quello…”.
A me, per dire, capita con Pasolini. Cosa direbbe Pasolini della guerra, cosa direbbe Pasolini dei social, cosa direbbe Pasolini del giornalismo. Ma è un gioco nel quale si perde in partenza perché lo scandalo, l’osceno, l’imprevedibilità, la fuga dall’ovvio di cui era intriso porta oggi ciascuno a sguazzare nel dubbio. Difficile etichettarli, i giganti. Difficile catalogarli. Anni fa accadde persino con un politico del dopoguerra. Uno di quelli che negli anni Sessanta e Settanta contribuì a ricucire il Paese dilaniato dal conflitto mondiale: Aldo Moro. Sempre a proposito di date che ricorrono, Moro fu rapito nel marzo di 44 anni fa. Chi vi scrive non era al mondo e come ogni scolaro prima e studente poi, ha “conosciuto” Aldo Moro attraverso libri, servizi televisivi e ritagli di giornale. Più o meno nella seconda metà degli Anni Duemila nacque in Italia un nuovo partito e qualcuno disse che Moro sarebbe stato felice di questo “battesimo”. Insomma, che si tratti di Dante o di Pasolini o di Moro: andiamoci piano, coi grandi. Godiamoci gli scritti e le testimonianze che ci hanno lasciato.

 


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