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Una nuova storia per Lecce

Dopo quanto avvenuto nei giorni scorsi a Palazzo Carafa, sede del Municipio di Lecce, sarebbe facile fare battute del tipo “la Befana, anziché il carbone, ha portato in dono un commissario prefettizio ai leccesi, perché sono stati cattivi”. In realtà i leccesi non sono stati cattivi, come non lo sono stati i loro amministratori attuali e precedenti (fino a prova contraria e in tutti i gradi di giudizio). La verità è che tutta questa storia è cominciata male già nel 2017 e tutti si rendevano conto che era solo questione di tempo perché questi equilibri precari crollassero, fatto questo confermato anche da esponenti autorevoli del centrodestra che, dopo la resa, hanno riconosciuto a Salvemini l’onore delle armi. 

Fatto sta che adesso l’opinione pubblica è divisa e per entrambi gli schieramenti -al netto di Delli Noci- sarà dura individuare un candidato che in quattro mesi possa convincere i leccesi a non ricascare un’altra volta nell’anatra zoppa. Lecce è una città che finora ha dimostrato di avere enormi potenzialità ma anche criticità, alcune delle quali peseranno come macigni sulla campagna elettorale in partenza: Lupiae Servizi, trasporti, povertà diffusa ma soprattutto le case popolari, la cui inchiesta tuttora in corso ha reso di fatto impresentabili alcuni uomini di punta dell’Amministrazione Perrone. 

Mi auguro che questi mesi di commissariamento possano servire ai leccesi per riflettere su quanto finora è avvenuto, senza lasciarsi prendere da facili nostalgie. I tempi sono cambiati e occorrono uomini e donne in grado di comprendere e guidare questo cambiamento. 

 

Andrea Colella 


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