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Una cittą nel pallone

La deludente sconfitta del Lecce a Padova di mercoledì 1° maggio ha lasciato l’amaro in bocca ai tifosi che erano pronti, sciarpe e bandiere alla mano, a scendere in strada per festeggiare il ritorno della propria squadra nella massima categoria, dopo anni tra luci ed ombre. Lo stesso mister Liverani ha ammesso che la sua squadra non c’era e i “guastafeste” padovani, che ormai nulla avevano da perdere, hanno fatto il resto. Certo, gli opinionisti esperti di calcio hanno ricordato come, a fine campionato, simili eventi possono accadere: la sfortuna si somma alla stanchezza e, a onor del vero, gli stessi giocatori avevano già fatto del loro meglio tre giorni prima in casa contro il Brescia. 

A Padova è mancata la grinta e il desiderio di approfittare di un vantaggio -il pareggio del Palermo- che, in caso di vittoria del Lecce, avrebbe garantito la promozione in serie A. Ma una cosa è certa: la festa è solo rimandata di qualche giorno e i tifosi hanno tutto il desiderio di sostenere la propria squadra fino alla fine. 

In una città divisa in questi giorni da una campagna elettorale che vede contrapposti ben cinque candidati sindaci sostenuti da un numero impressionante di liste e candidati consiglieri, il calcio è l’unica cosa in grado di mettere d’accordo tutti. E sono in tanti che non vedono l’ora di fare il bagno nella fontana di piazza Mazzini, un vero e proprio “rituale di purificazione” che sancisce i momenti storici e indimenticabili della città. Forza Lecce!

 

Andrea Colella 


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