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Zone rosse e zone franche

La nostra copertina racconta quali sono gli stati d’animo, in Salento e in Italia, quando si parla di Tap. Sicuramente l’incendio alla centrale di distribuzione del gas di Baumgarten in Austria ha aperto gli occhi sui rischi che da tali impianti possono derivare, a ragione dei quali è opportuno applicare al terminale di ricezione in fase di realizzazione a San Basilio la direttiva Seveso, finora non ritenuta necessaria dal Governo. Ma la novità di questi giorni è la scelta da parte della Prefettura di Lecce di non rinnovare l’ordinanza -emanata un mese fa- che istituiva una “fascia di esclusione” proprio attorno al cantiere tra Melendugno e San Foca. 

La notizia, com’era logico che fosse, è stata accolta con sorpresa da tutti, soprattutto i responsabili del Movimento No Tap che attraverso i social network hanno raccomandato prudenza, evitando qualsiasi iniziativa personale, anche per la costante presenza nell’area di numerosi operatori delle Forze dell’ordine. 

Dunque, gli otto cancelli che delimitavano la cosiddetta “zona rossa” (che ora è diventata “zona franca”) sono aperti. E se il country manager di Tap, Michele Mario Elia, rassicura che i lavori procederanno regolarmente, in molti hanno visto nella rinuncia al rinnovo dell’ordinanza una sorta di assunzione di responsabilità da parte del Governo per quanto avvenuto nei giorni scorsi e per la pesante sensazione di “militarizzazione” vissuta in un mese dalla comunità di Melendugno. Merito della campagna elettorale per le prossime elezioni politiche? Forse. In ogni caso, tiriamo tutti un sospiro di sollievo. 

 

Andrea Colella


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