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AndrÓ tutto bene? Speriamo!

È difficile per chi è abituato a raccontare i fatti e analizzare le situazioni sulla base di testimonianze, dati oggettivi e scientifici, conservare un atteggiamento ottimista di fronte a quello che sta succedendo nel nostro paese e, soprattutto nella nostra regione. Se la seconda ondata del virus era già stata prevista -nonostante i negazionisti- tutti ci chiediamo se era possibile già prendere le dovute precauzioni per evitare quello che invece oggi sta avvenendo, dal punto di vista strettamente sanitario ma anche economico e, soprattutto sociale. 

Sì, perché quello che è a rischio non è solo la nostra salute (fatto questo di per sé fonte di ansia e stress) ma la nostra stessa coesione sociale, che si sta lentamente sgretolando a causa di una diffusa rabbia di una parte sempre più consistente della popolazione che si vede abbandonata al proprio destino, a differenza di altre categorie di lavoratori che, tutto sommato, sono molto meno danneggiati dalle conseguenze della pandemia.

Non solo stiamo perdendo la fiducia in chi ci governa, ma le stesse relazioni sociali all’interno della nostra comunità stanno cambiando, in peggio. Ma questo non vuol dire che dobbiamo perdere la speranza: la resilienza, ovvero la capacità di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, fa parte di noi ed è su quella che dobbiamo contare per affrontare il presente, sperando che il futuro possa essere migliore. 

 

Andrea Colella 


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