Sei in: Home » Editoriale » Ulivi da amare

Ulivi da amare

Simbolo del nostro territorio e, al tempo stesso, vittime sacrificali sull’altare di un progresso poco condiviso, mai come in questi giorni i “giganti buoni” del Salento sono sotto gli occhi di tutti in Italia e nel mondo -grazie ai social network-, non solo per quanto sta avvenendo sul cantiere della Tap a San Foca ma anche per il Co.Di.Ro., il disseccamento rapido che sta colpendo gran parte del nostro territorio e di cui la Xylella fastidiosa sembra essere il principale responsabile. 

Coldiretti Puglia nei giorni scorsi ha stimato in 10 milioni di piante infette tra le provincie di Lecce, Taranto e Brindisi, con un conseguente danno per la nostra economia di oltre un miliardo di euro. Cifre non certo rassicuranti, che rendono però bene l’idea di un disastro di proporzioni bibliche. Nel frattempo, che cosa si sta facendo per arginare il fenomeno? I progetti in atto sono vari: campi sperimentali, test con nanomolecole, sensori applicati ai tronchi degli alberi per monitorare i parametri fisiologici e innesti, senza dimenticare le “buone pratiche” di una volta, tanto care ai nostri nonni quando al posto dei fertilizzanti si faceva il compostaggio e al posto dei pesticidi si utilizzavano rimedi naturali. Ma, nonostante i risultati incoraggianti, il disseccamento rapido sembra essere inarrestabile. 

Tutte queste brutte storie fanno male al cuore, oltre che agli occhi. Ma almeno così molta più gente rispetto ai soli addetti ai lavori si sta mobilitando per chiedere più rispetto e cura per i nostri ulivi. A cominciare dal reimpianto degli alberi espiantati dal cantiere della Tap. 

 

Andrea Colella 


Massimo Donno L'intervista della settimana
Massimo Donno

Web Agency Lecce sciroccomultimedia Posizionamento sui motori di ricerca webrising