Sei in: Home » Editoriale » Terra bruciata

Terra bruciata

Sgomento e rabbia, tanta rabbia. Questi sono i sentimenti che vengono fuori guardando le immagini del deserto di cenere e legna bruciata, all’indomani dell’incendio che ha devastato Le Cesine. Una delle riserve naturali storiche del nostro territorio: un’aera Sic e Zps istituita nel 1980, prima ancora delle aree marine protette o dei parchi naturali che oggi contribuiscono a tutelare dalle speculazioni edilizie le nostre coste ma che, evidentemente, risulta ancora vulnerabile e non sufficientemente protetta. 

L’incendio al canneto de Le Cesine domenica scorsa è stato sicuramente appiccato volontariamente da qualcuno, magari lo stesso che ha fatto la stessa cosa due volte nel 2013 e una volta nel 2017. Come in quelle altre occasioni solo il pronto intervento dei Vigili del fuoco, coadiuvati dagli operatori dell’Arif e dai volontari della Protezione Civile ha evitato il peggio ma ha anche evidenziato le criticità di un Corpo dello Stato i cui operatori, nella nostra provincia, da tempo denunciano la carenza di uomini e mezzi, dopo anni di tagli (in proposito si veda l’articolo di apertura della pagina di Lecce nello scorso numero). Gli stessi Canadair, l’asso nella manica in situazioni simili, devono arrivare da lontano perché all’aeroporto di Galatina non è prevista la presenza. La nostra “macchina delle emergenze” è ben rodata, ma senza risorse è difficile mantenere un elevato livello di efficienza. 

E pensare che quest’estate sul fronte incendi eravamo tutti contenti perché era andata meglio rispetto allo scorso anno… 

 

Andrea Colella 


RafQu L'intervista della settimana
RafQu

Web Agency Lecce sciroccomultimedia Posizionamento sui motori di ricerca webrising