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Restiamo umani, per favore

Chi, come il sottoscritto, è stato adolescente nei favolosi anni ’80 ricorderà sicuramente gli spot televisivi in cui si illustrava, in maniera forse goffa ma certamente efficace per il pubblico dell’epoca, il contagio dell’Aids. In molti ricorderanno quelle immagini in bianco e nero in cui si capiva quando il protagonista rimaneva infettato dal fatto veniva contornato da una linea viola, dopo la quale compariva lo slogan “Se lo conosci lo eviti. Se lo conosci non ti uccide”. 

Bene, oggi a quasi quarant’anni di distanza quella linea viola sembra di vederla ancora, solo che non contorna tossicodipendenti, omosessuali o eterosessuali promiscui che non utilizzano precauzioni. No, quella linea può contornare chiunque, giovani e anziani, adulti e bambini, la cui colpa, se si può dire così, è quella di essere entrati in contatto casualmente con altri soggetti a loro volta infetti. E la paura di quel contorno, così amplificata da tanti messaggi (a volte falsi, a volte contraddittori, comunque ridondanti) che i media tradizionali e i social ci forniscono quotidianamente, ci sta facendo perdere la nostra umanità trasformandoci in animali, guidati dal solo istinto di sopravvivenza. 

Protocolli sanitari e decisioni governative -forse un po’ tardive- ci impongono precauzioni come meno contatti fisici e eventi pubblici: rispettiamole queste direttive, con responsabilità e coscienza, ma, per favore, rispettiamo anche la nostra umanità! 

 

Andrea Colella 


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