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Madre coraggio

Una storia davvero toccante quella che questa settimana è protagonista della nostra copertina. Toccante nella sua drammaticità, perché possiamo solo provare a immaginare lo stato d’animo con cui la sta vivendo Maria Assunta Ingrosso, costretta a stare lontana dalla persona a cui tiene di più al mondo. Toccante per il dispiacere di costatare quanto rancore e odio ci può essere tra due persone che si sono amate, con conseguenze che ricadono su un essere innocente di soli 8 anni. Toccante perché la vicenda da un mese si sta svolgendo sullo sfondo di un Paese come l’Egitto che, turismo a parte, in passato ha dimostrato più volte, nei confronti del nostro di Paese, una chiusura a riccio a difesa dei propri esclusivi interessi (il caso Giulio Regeni la dice lunga a riguardo). Toccante perché si scopre che in situazioni come queste -non è il primo caso e non sarà certo l’ultimo- la giustizia si rivela impotente e occorre armarsi di pazienza e cercare altre strade per venirne fuori. 

Storie toccanti come questa ci ricordano come siano complessi i rapporti umani e che,quando le cose non vanno bene le conseguenze possono essere imprevedibili. Tante volte sulle pagine di questo periodico abbiamo parlato di storie di abusi, violenze e maltrattamenti, ma questa volta è diverso: questa vicenda lascia un’amarezza di fondo e un senso di impotenza difficili da digerire. Per questo, oltre a dimostrare la nostra solidarietà a Maria Assunta, ci sentiamo in dovere di invitare il padre di Youssef a cercare una soluzione pacifica e condivisa, nell’esclusivo interesse del bambino. 

 

Andrea Colella 


Antonio Maggio L'intervista della settimana
Antonio Maggio

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