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Sempre Vigili

In questo Paese distratto da questioni sempre più importanti, è necessario che ogni tanto qualcuno ci rimetta la vita per ricordare come, tra quelle questioni sempre più importanti, bisognerebbe inserire anche le legittime tutele per chi quotidianamente rischia la propria incolumità per svolgere il proprio lavoro. La morte dei tre vigili del fuoco Matteo Gastaldo, Marco Triches e Antonio Candido, avvenuta in seguito ad un'esplosione vicino ad Alessandria nella notte tra il 4 e il 5 novembre scorsi, ha riportato “magicamente” all’attenzione il fatto che i 34 mila Vigili del fuoco italiani non rientrano tra il personale che gode della tutela dell’Inail in caso di incidenti sul lavoro. Solo per fare un esempio, nel Decreto Sicurezza varato dal Governo gialloverde, dopo tante promesse, per i vigili del fuoco non sono stati previsti né la tutela Inail, né un migliore trattamento economico, né nuove assunzioni, né investimenti in equipaggiamenti, veicoli e infrastrutture. 

Il danno e la beffa, insomma. Una beffa che fa male, soprattutto se si pensa alle vedove e agli orfani, per i quali, come avviene in questi casi, sarà la solidarietà dei colleghi a fare quello che lo Stato dovrebbe giustamente fare. Chi fa il vigile del fuoco volontario o in servizio permanente sa quello che rischia, ma sa anche che se le cose dovessero andare storte non ha le spalle coperte. Eppure, il suo compito lo svolge, al meglio. Eroi? No, professionisti. E come tali dovrebbero essere considerati da tutti, soprattutto dai nostri politici. 

 

Andrea Colella 


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