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3, 2, 1 Contatto!

37 arresti, 7 obblighi di presentazione alla Polizia giudiziaria e tre sospensioni dai pubblici uffici per un appuntato scelto dei Carabinieri, una agente della Polizia penitenziaria e un Vigile urbano di Sogliano Cavour: questi i numeri dell’operazione “Contatto” della Procura della Repubblica di Lecce, che ha consentito di “decapitare” il clan Coluccia, un nome ben noto all’Antimafia in quanto appartenente alla Sacra Corona Unita. 

Molto è stato scritto in questi giorni sul clima di omertà che è emerso dalle indagini, condotte dal 2013 al 2016 al Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia dei Carabinieri di Maglie: nessun furto, rapina o estorsione perpetrata dagli uomini del clan è stata denunciata dalle vittime. Un elemento questo che la Procura ha evidenziato spesso in passato anche per altre operazioni analoghe, sottolineando così l’impegno delle Forze dell’ordine che hanno lavorato praticamente da sole per incastrare i malviventi. 

Proprio il comune di Sogliano Cavour era una sorta di quartier generale del clan, i cui affiliati erano talmente ben radicati nel tessuto economico, politico e sociale del paese (uno degli arrestati è l’ex vicesindaco) da garantirsi la collaborazione -con le buone o le cattive- praticamente di tutti. Difficile, in un contesto come questo, sperare dunque nella collaborazione di chi, in un modo o nell’altro, era a conoscenza delle attività del clan. La storia ci insegna che sono i pentiti a fare la differenza nelle indagini per associazione di stampo mafioso, cosa questa che non ha caratterizzato però -almeno finora- il clan Coluccia. 

 

Andrea Colella 


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