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Homo homini Lupiae

Il destino della Lupiae Servizi spa, società partecipata del Comune di Lecce, è indissolubilmente legato a doppio filo a quello della stessa Amministrazione guidata da Carlo Salvemini, il quale dopo un’analisi dei bilanci perennemente in rosso (- 1.400.000 euro solo nell’ultimo anno) della società, ha comunicato ufficialmente la sua decisione di non voler ricapitalizzare la stessa. Finora infatti solo le ricapitalizzazioni e il riconoscimento dei debiti fuori bilancio da parte del Comune hanno consentito alla stessa di rimanere in piedi. 

Quello che emerge da questa vicenda è che la Lupiae Servizi così com’è serve a poco e costa tanto, troppo per le casse di Palazzo Carafa ai cui amministratori la Corte dei Conti ha già tirato più volte le orecchie. Ma la questione da risolvere è il futuro degli oltre 250 lavoratori, veri e propri “scudi umani” in questa battaglia che vede opposti due schieramenti politici, uno dei quali ha il dichiarato obiettivo di far crollare l’attuale sindaco e la sua Giunta. 

Le ricette per il risanamento finora proposte vanno dalla dismissione dei settori poco produttivi all’attivazione di nuovi servizi utili alla città e alla riduzione dei benefici per i lavoratori, collegandoli ai risultati. Scelte di management sensate, applicabili ad un’azienda privata. Ma la Lupiae è non è un’azienda privata, è una società le cui azioni sono di proprietà di un unico socio: il Comune di Lecce. Riusciranno i dipendenti (un terzo dei quali ha incarichi di tipo amministrativo) e i dirigenti ad adattarsi al nuovo corso? 

 

Andrea Colella


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