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Soccorritori fuoriclasse

Quello che è avvenuto nella serata di venerdì 1° febbraio allo stadio “Via del Mare” di Lecce rimarrà impresso per sempre nella storia del calcio professionistico. Rivedere nella conferenza stampa di mercoledì 6 febbraio il giocatore dell’Us Lecce Manuel Scavone, protagonista del grave infortunio per il quale è stata sospesa la partita Lecce-Ascoli, lucido e sorridente (seppure con un collare cervicale e una spalla dolorante) ha fatto tirare un sospiro di sollievo a tutti i tifosi; soprattutto è servito a chiarire, una volta per tutte e alla faccia dei “leoni da tastiera”, che la macchina dei soccorsi allo stadio “Via del Mare” la sera di venerdì ha funzionato perfettamente. 

Tutti i componenti dello staff (medici federali, infermieri e soccorritori volontari della Croce Rossa) hanno svolto il loro compito in maniera impeccabile e se tanti, allo stadio e sui social, hanno criticato il fatto che l’ambulanza sia entrata in campo “in ritardo” è perché non sanno che un paziente traumatizzato va messo in sicurezza, rianimato e stabilizzato prima di effettuare un trasporto verso una struttura ospedaliera, senza contare che è sempre il medico che chiede l’ingresso in campo del mezzo medicalizzato. 

Protocolli rispettati, dunque, come ha sottolineato la stessa società sportiva che ha elogiato la sinergia di tutto lo staff, inclusi steward e hostess che si sono occupati del deflusso del pubblico. Come sempre, prima di esprimere giudizi affrettati dettati dall’emotività o -peggio- dall’ignoranza, sarebbe opportuno lasciare parlare gli addetti ai lavori. 

 

Andrea Colella 


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