Sei in: Home » Editoriale » Don Tonino, quanto ci manchi…

Don Tonino, quanto ci manchi…

L’imminente visita di Papa Francesco ad Alessano e Molfetta rappresenta un importante riconoscimento che lo stesso Pontefice intende tributare all’artefice della “Chiesa del grembiule”, che la Puglia (e il Salento in particolare) considera già santo, nonostante il processo di beatificazione ancora in corso. Numerosi sono i punti in comune tra i due religiosi, al punto che in tanti riconoscono oggi come don Tonino Bello fosse di fatto un precursore di un modo di sentire e vivere la fede cattolica al di là della pura ritualità, attraverso la condivisione di sentimenti e valori più elevati: quella “convivialità delle differenze” che oggi può davvero costituire un valore aggiunto nella nostra vita, migliorandone considerevolmente la sua qualità. E pensare che ai suoi tempi don Tonino non godeva delle simpatie delle alte sfere del Clero, eccezion fatta per Giovanni Paolo II. 

Don Tonino ci manca, e tanto. In un mondo che sta perdendo sempre più punti di riferimento a causa di vecchi e nuovi conflitti, migrazioni di massa e disgregazione di reti e strutture sociali, ci mancano i suoi insegnamenti, il suo “predicare bene e razzolare meglio”, il suo “non limitarsi ad osservare la realtà dalla finestra, ma avere il coraggio di scendere in strada e sporcarsi le mani”. 

Ci vorrebbero tanti don Tonino e non solo nella Chiesa, anche nella politica, nelle associazioni di volontariato, nelle università e nelle scuole. Occorrono persone speciali che ci ricordino come il “coraggio di sognare” sia davvero uno dei valori fondamentali per ogni uomo di fede. 

 

Andrea Colella 


Clio Evans L'intervista della settimana
Clio Evans

Web Agency Lecce sciroccomultimedia Posizionamento sui motori di ricerca webrising