Sei in: Home » Editoriale » L’illogica evasione

L’illogica evasione

Tutti noi spesso ci lamentiamo delle imposte, dirette e indirette, che ci tocca pagare, ma meno spesso ci chiediamo perché ci tocca pagare tante imposte. La risposta è semplice e a ricordarcela, oltre ai comunicati stampa della Guardia di Finanza, è la Commissione governativa sull'economia sommersa, che in questi giorni ha pubblicato i dati relativi all’evasione fiscale nel nostro Paese: 111,7 miliardi di euro (anno 2014), un trend in continuo aumento (nel 2012 erano 107,6). In parole povere l’Agenzia delle Entrate riscuote solo l'1,13% del carico fiscale, contro una media Ocse del 17,1%. 

È ufficiale, dunque: siamo un popolo di evasori, grazie anche ai tanti condoni fiscali (80 negli ultimi sessant’anni) che hanno consentito ai tanti grandi evasori di mettersi in regola con il minimo sforzo. Sarà anche vero che gli italiani per indole e cultura sono un popolo di “furbacchioni” e qualcuno persino sostiene che non pagare tasse ritenute ingiuste rappresenta una forma di legittima difesa contro uno Stato ingordo, ma non si può negare il paradosso che evadere le tasse vuol dire pagare sempre più tasse. 

Se l’Agenzia delle Entrate riuscisse a riscuotere un importo pari al capitale evaso, noi pugliesi non saremmo alle prese ad esempio con il Piano di riordino sanitario e non dovremo combattere per una visita medica o per non far nascere i nostri figli in condizioni degne di un Paese in guerra (si veda il recente caso dell’ospedale di Casarano), senza dimenticare la possibilità di bonificare l’ambiente, mettendo in sicurezza impianti industriali vecchi ed inquinanti (si vedano Cerano e Ilva). 

 

Andrea Colella 


Paolo Pisanelli L'intervista della settimana
Paolo Pisanelli

Web Agency Lecce sciroccomultimedia Posizionamento sui motori di ricerca webrising