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Il pericolo corre sul binario unico

Lo scontro tra le due littorine delle Ferrovie del Sud Est, avvenuto a Galugnano martedì scorso, ha ricordato a tutti che le buone intenzioni sono una cosa ma la realtà, quella quotidiana, quella fatta di squallore e disagi, e quella degli eventi tragici (ma non eccezionali), in cui si contano le vittime, è un’altra. 

Dopo le inchieste e gli scandali relativi alle consulenze milionarie e l’acquisto di treni a prezzi fuori mercato, una ventata di entusiasmo aveva accolto la notizia dell’assorbimento di FSE da parte di Ferrovie dello Stato spa. Si diceva, miglioreranno i servizi, ci saranno più controlli, più efficienza. E invece no: al di là del fatto che la fusione è lungi dall’essere conclusa, il nostro territorio sta pagando e pagherà ancora per molto tempo le conseguenze del malaffare che per tanti anni ha caratterizzato la gestione di FSE, in primis per quel che riguarda la sicurezza, elemento che -l’incidente di Galugnano lo dimostra- non era tra le priorità dei suoi amministratori. 

Mi ricordo ancora di quando si parlava di “metropolitana di superficie”, di “infrastruttura all’altezza di un territorio a vocazione turistica”, di “elettrificazione fino a Gagliano”, ma la realtà è che il binario era e resta unico, e che solo per miracolo tragedie simili o anche più gravi si sono evitate in passato. Saranno gli inquirenti a dirci se a Galugnano si è trattato di un errore umano o di un guasto meccanico; intanto spetta alla politica regionale e statale occuparsi dell’emergenza sicurezza delle FSE, visto che i turisti, oltre agli studenti e ai pendolari, stanno arrivando in massa in Salento. 

 

Andrea Colella 


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