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Cassa disintegrazione

Decine di migliaia di lavoratori, in cassa integrazione a causa dell’emergenza Coronavirus, fino a pochi giorni fa non avevano ancora ricevuto la Cig in deroga del mese di marzo. Mentre Governo e Inps continuano a rimpallarsi le responsabilità e mentre la Regione Puglia non risponde alle mail di richiesta informazioni o chiarimenti, in questi giorni stanno arrivando, le prime lettere da parte di Poste Italiane per le liquidazioni delle somme spettanti. Tutto questo nonostante la stragrande maggioranza degli interessati avessero fatto espressamente richiesta di ricevere la Cig tramite bonifico sul proprio conto corrente. 

In alcuni casi al danno si è aggiunta la beffa: un cittadino di Lecce, recatosi in un ufficio postale per ritirare la tanto agognata cassa integrazione, si è visto “obbligato” ad aprire un conto corrente postale in quanto il corrispettivo era superiore ai mille euro, nonostante il limite di circolazione di denaro contante sia di 3mila euro. Il malcapitato non si è rassegnato e ha deciso di presentare un esposto in Procura. 

Resta l’amaro in bocca per una situazione che penalizza ulteriormente chi è già in difficoltà per la sospensione del lavoro a causa dell’emergenza sanitaria. Sembra dunque la classica situazione all’italiana, in cui alle buone intenzioni di partenza fa seguito un pasticcio causato dalla burocrazia e dallo scaricabarile tra pubblici uffici. Intanto le persone aspettano e i risparmi si riducono sempre di più… 

 

Andrea Colella 


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