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Un voto per la salute

Arrivati alla vigilia delle votazioni, è possibile tracciare un bilancio dell’agenda dei candidati alle elezioni regionali di quest’anno. Se sono tanti i temi di cui si è discusso, certamente il primo posto spetta alla sanità, croce (tanta) e delizia (poca) di ogni governatore di Puglia da almeno 15 anni a questa parte. Tutti i candidati hanno proposto le loro idee, convinti dell’importanza di garantire ad ogni cittadino l’accesso ai livelli essenziali di assistenza e limitare al massimo i “viaggi della speranza”, tutelando nel contempo il personale sanitario, spesso lasciato solo e indifeso a combattere una guerra contro un nemico invisibile che meritava ben altra strategia. 

Resta però un dubbio: se il Piano di rientro ha prodotto danni perché mal progettato e mal gestito, riuscirà il futuro governatore di Puglia a mettere mano ad una situazione peraltro aggravata dall’emergenza Covid in atto, con la prospettiva di un peggioramento nell’autunno? Nei giorni scorsi al Pronto Soccorso del Dea di Lecce medici e infermieri hanno tirato un sospiro di sollievo perché non c’era nessun paziente Covid, ma a pochi metri di distanza i loro colleghi del Pronto Soccorso ‘convenzionale’ del “Vito Fazzi” si trovavano sommersi di lavoro, tra spazi angusti e poco personale ad occuparsi di un’utenza superiore alle risorse che la politica negli anni ha via via lesinato alla sanità nel nostro territorio. 

Chiunque vinca ha una grande responsabilità: far sì che quei buoni propositi non siano solo promesse elettorali. 

 

Andrea Colella


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