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Vietato ai minori

[29/11/2019] PRIMO PIANO

Vietato ai minori

I cinema “Oriente” ad Alliste e “Lory” a Presicce-Acquarica raccontano ancora oggi una storia di resilienza (a luci rosse), contando un nutrito pubblico di appassionati di film per adulti. Queste sono le loro storie 

 

Dove alcuni alzano il passo, altri si fermano a guardare. Questo succede quando si parla di tabù, quando se ne parla. Raramente, o a bassa voce, se si vive in una piccola provincia. Quando poi se ne parla troppo, la curiosità del mormorio assume le caratteristiche del pettegolezzo, finché qualcuno ne scrive. Mario Pizzileo, 71 anni e l’aria perennemente disillusa, lo troviamo in una sera di pioggia a fumare in penombra fuori dal suo cinema “Oriente” ad Alliste e alla richiesta di raccontarci qualcosa sulla sua storia rimane inizialmente in un silenzio profondo, come se per la prima volta gli fosse stato chiesto di rovistare tra le sue vecchie locandine per raccontarne i ricordi e le emozioni. 

Anche il suo cinema non si è adattato al digitale, fa prezzi popolari e proietta film già usciti da tempo perché costano meno. Il costo di un film in promozione sarebbe intorno ai 3mila euro. Una spesa immensa per un cinema alle spalle buie della piazza di un piccolo borgo. Si trova infatti in via del Milite Ignoto, nascosta da un angolo alla facciata della chiesa di San Quintino, Santo Patrono di Alliste. 

Ci è permesso entrare. Nonostante i ripetuti cartelli di divieto di fumo sparsi per la struttura, una sigaretta dopo l’altra e borbottando qualche ricordo, il proprietario ci lascia fare un giro nella sala principale, vuota; poi ci fa entrare nella cabina della biglietteria e ci lascia sbirciare nella sala 2, in cui alcuni clienti fissano nel buio l’eros sullo schermo. “Alcuni di loro non li faccio nemmeno pagare -ci racconta Mario a bassa voce, mantenendo scostata la tendina-. Sono vent’anni che proietto questi film e alcuni clienti del luogo, i più affezionati, mi ricambiano il favore a seconda della loro professione. Se è un meccanico mi dà un’occhiata all’auto e così via… C’è chi viene da Lecce, perché in città potrebbero riconoscerli. Una volta passava da qui anche un prete di quelle parti; uomini facoltosi, borghesi, anche donne… Ne ho viste di tutti i colori, lì dentro. Se pagano non faccio domande”.  

Il cinema era stato fondato nel 1950 dal padre, Quintino Pizzileo, a cui è dedicato il busto in bronzo all’interno dell’ingresso. Dal 1958 poi, l’estate prendevano in affitto una zona tra Racale e Alliste nominata “L’Arena” in cui proiettavano film all’aperto, e dove è ancora possibile leggere l’incisione “Gran Cinema Mille Luci”. Ricorda poi tutti i cinema delle zone limitrofe che avevano aperto nello stesso periodo: Racale, Taviano, Melissano; per la maggior parte chiusi e abbandonati, ma al tempo c’era la concorrenza e per reggerla bisognava inventarsi qualcosa. Nel 1981, spinto da un agente del settore, aveva cominciato ad allestire nella sala principale alcuni spettacoli erotici dal vivo che seguivano al video fino al 1990, anno in cui la Polizia lo intimò a chiudere il format facendogli notare di aver attratto l’interesse di persone poco raccomandabili. Dopo la sospensione degli spettacoli dal vivo, Mario ha proiettato film hard durante i giorni feriali e mantiene la programmazione di film “normali” nel fine settimana. Visto però che entrambi i generi venivano proiettati nella stessa sala, per paura che il pubblico potesse essere condizionato, ne ha costruito una seconda per la proiezione di quelli a luci rosse, con l’entrata dall’altro lato della biglietteria. Chi è interessato paga immediatamente 3 euro ed entra passando dalla stretta tendina. “I guadagni dei film per adulti mi permettono di mantenere la sala 1 e di continuare a proiettare altri generi, quando il pubblico non si tiene alla larga. A gennaio comunque mi è stato chiesto di tenere una programmazione speciale per un cineforum”. 

 

“I clienti non sono molti ma ci sono, e finché ci saranno noi rimarremo aperti” 

 

Di recente si è letto del cinema “Lory” di Acquarica del Capo (comune recentemente fuso con Presicce) conosciuto nei dintorni per la proiezione quotidiana di film a luci rosse. D’altronde il sesso non è forse il primo degli argomenti del pettegolezzo? E la notizia ha avuto un esito così clamoroso al di fuori del comune che i giornali lo hanno celebrato generalmente come “l’ultimo baluardo” del cinema hard in Puglia. 

Le origini della struttura sono sicuramente antiche. Venne costruito come teatro “Centelle” (nome della zona del paese in cui è situato) nel 1948 da Vito Palese, per poi passare nelle mani della famiglia Gennaro nel 1977. Riammodernato due anni dopo, con 235 posti tra platea e galleria, a 81 anni e affiancato dal figlio, Edoardo Gennaro ne è ancora il proprietario. I prezzi sono bassi (si parla di 3 o 4 euro a biglietto), la programmazione ampia, continuativa dalle 16.30 alle 22, dal venerdì alla domenica e a volte durante i feriali. Le pellicole proiettate sono ancora montate su bobina e quindi i film hot, concessi gratuitamente da un vecchio amico collezionista, sono abbastanza datati. Questo perché all’inizio del 2000 Gennaro senior decise di non adeguare i proiettori al digitale. Una scelta dal carattere vintage che, forse, ha mantenuto vecchi malinconici e reso nuovi affezionati affascinati dall’eros retrò. “I nostri spettatori sono sia anziani che giovani che provengono dalle zone limitrofe -commenta il proprietario-. I clienti non sono molti ma ci sono, e finché ci saranno noi rimarremo aperti”.  

La pornografia gioca con le emozioni più infime e scuote gli animi più sensibili, ma investigando sulle ragioni di questo business si scopre che non riguardano prettamente il suo lato ludico o la passione per l’eros. “Un tempo proiettavamo anche film per famiglie”, racconta il figlio del proprietario. Il mercato del cinema dal 1977 però si è ampliato e ha preso numerose strade, dal livello più basso dello streaming illegale alla programmazione dei via cavo, fino al più recente e innovativo Netflix, che permette un’ampia scelta di serie e film di grossa produzione con interpreti rilevanti; contando inoltre che nel tempo sono stati costruiti cinema più moderni, ricchi e capienti. La famiglia Gennaro ha dovuto quindi adattarsi e adottare una programmazione esclusiva a luci rosse per mantenere dei guadagni modesti e la passione per il proprio lavoro, ovvero il cinema, a prescindere dalle sue categorie.

 

Ruben Alfieri 



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