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Un voto per il futuro

[03/05/2019] IN COPERTINA

Un voto per il futuro

È entrata ormai nel vivo la campagna elettorale in vista del voto per le amministrative del 26 maggio e il 1° maggio scorso a Parabita, Comune commissariato per infiltrazioni mafiose dal 2017, amministratori e cittadini hanno detto no all’ingerenza della criminalità organizzata che è arrivata a minacciarne i commissari prefettizi e l’ex candidato sindaco Marco Cataldo. Intanto, fa ancora discutere lo strano caso dei salentini candidati nelle liste di tre Comuni in provincia di Macerata devastati dai terremoti del 2016 e 2017

 

Il 26 maggio sarà un turno elettorale dal sapore particolare per diversi Comuni della Provincia di Lecce, con i cittadini che reclamano a gran voce alcune parole chiave: legalità e trasparenza, su tutte. Lo fanno, soprattutto, da Parabita, Comune commissariato nel 2017 per infiltrazioni mafiose e che è stato scosso nei giorni antecedenti la presentazione delle liste elettorali da nuovi attacchi e minacce, con le lettere minatorie fatte recapitare ai commissari nominati dopo lo scioglimento per mafia del Comune e il manifesto funebre per Marco Cataldo (a sinistra nella foto), il consigliere comunale che si era mosso in prima persona per rendere palesi le infiltrazioni mafiose in Comune e che era in procinto di candidarsi come primo cittadino alla prossima chiamata alle urne di maggio. 

A poche ore dalla consegna delle liste elettorali, però, Cataldo ha deciso di ritirare la propria candidatura, dal momento che il clima della competizione era stato profondamente turbato dagli ultimi accadimenti. “Non una scelta di rinuncia -come lo stesso Cataldo ha subito specificato- ma una denuncia forte verso un modo di fare e di intendere la politica che va assolutamente condannato e combattuto”. Restano, quindi, in corsa Stefano Prete, candidato della lista “Agorà”, e l'ex consigliere uscente, Tiziano Laterza, a capo della lista “Rinascita”, che hanno espresso solidarietà all’ex competitor. 

La mobilitazione di solidarietà e di ribellione contro questi nuovi atti intimidatori è partita sin dalle prime ore, tramite una petizione online che poi è sfociata in una manifestazione pubblica a Parabita per il 1° maggio sotto lo slogan “Il Salento è casa nostra, non cosa nostra”. Centinaia i partecipanti tra cui l'assessore regionale al Turismo Loredana Capone, l'onorevole Teresa Bellanova, il deputato 5 Stelle Leonardo Donno, l’assessore regionale Sebastiano Leo, il capo Gabinetto della Regione Puglia Claudio Stefanazzi, il vice prefetto Guido Aprea, il presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva, molti sindaci del Salento, il presidente dell’Ordine degli Ingegneri (di cui fa parte Cataldo), alcuni assessori di Francavilla Fontana. E poi, in particolar modo, l'associazione Libera di Don Luigi Ciotti rappresentata da don Raffaele Bruno e la società civile. Non tantissimi, invero, i residenti del posto, a sintetizzare un clima non proprio sereno all'interno di una città che ha comunque voglia di cambiare, di levarsi di dosso l'onta della parola mafia.

Toccherà farlo nel modo più democratico possibile, andando alle urne e votando secondo libera preferenza, lontano da giochi di interessi e compromessi che hanno sì riguardato Parabita negli ultimi anni, ma anche altri Comuni della Provincia di Lecce come Surbo e Sogliano Cavour, anch'essi sciolti per infiltrazioni mafiose. 

 

Lo strano caso dei salentini candidati nelle Marche 

 

28 Comuni della Provincia di Lecce il prossimo 26 maggio andranno alle urne. 59 candidati sindaco, una pletora senza fine di candidati consiglieri, oltre 138mila elettori votanti.

Evidentemente spazi troppo ristretti se più di qualche cittadino salentino ha pensato di candidarsi a primo cittadino o a consigliere nelle Marche. In alcuni casi si tratterebbe di individui assolutamente sconosciuti ed estranei al territorio; il sarcasmo, però, lascia presto spazio a qualche dubbio, per non parlare di preoccupazione. Tant'è che l'assessore regionale marchigiano ai Lavori pubblici Angelo Sciapichetti nei giorni scorsi ha segnalato lo strano caso alla Prefettura. Il motivo è ben presto spiegato: i Comuni in cui si è verificato il fenomeno sono quelli di Cessapalombo, Camporotondo e Poggio San Vicino, tutti in provincia di Macerata e tutti coinvolti all'interno di quello che viene definito “cratere sismico”, vale a dire le zone maggiormente colpite da un terremoto, nello specifico quello di due anni fa che devastò il Centro Italia. 

Speculazioni edilizie? Interessi poco chiari sulla questione della ricostruzione? Le domande sono tante e toccherà al Prefetto dare una risposta concreta. L'area colpita dai sismi del 2016 e del 2017 è piuttosto vasta: sono 140 i Comuni interessati, alcuni dei quali completamente rasi al suolo. Autentici tesori d'Italia che dovranno essere rimessi in piedi o aiutati a ripartire, grazie anche ai milioni di fondi statali ed europei stanziati per quello che si appresta a diventare il più grande cantiere d'Europa. 

A destare ulteriormente scalpore è il fatto che queste presenze esterne arrivino in Comuni molto piccoli, dai 600 ai 250 abitanti, dove possono bastare pochi voti per essere eletti ed entrare in Consiglio comunale, come consigliere o addirittura dalla porta principale, cioè come primo cittadino. A Camporotondo, ad esempio, il candidato sindaco è De Santis di Casarano che può contare su una squadra robusta, tra cui spicca la presenza di una 92enne di Ruffano. Pochi chilometri di differenza e a Cessapalombo il candidato sindaco è un altro De Santis, fratello del candidato di Camporotondo. Anche qui tanti i salentini presenti in lista tra cittadini di Lizzanello, Lecce, Vernole, Gallipoli e Melissano. A Poggio San Vicino altro candidato sindaco salentino, Michele Rizzo. In tutti e tre i casi la lista di riferimento è quella de L'Altra Italia, movimento nato in Puglia e che molti hanno ricondotto al forzista Antonio Tajani. Le smentite di rito sono arrivate e proprio nelle ultime ore è arrivato il via libera alle liste che sono state regolarmente ammesse alla competizione elettorale. 

 

Alessio Quarta



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