Sei in: Home»Rubriche»Primo Piano

Un viaggio nella storia con il Parco archeologico di Muro Leccese

[25/10/2019] PRIMO PIANO

Un viaggio nella storia con il Parco archeologico di Muro Leccese

Inaugurato ufficialmente sabato 19 ottobre, insieme al Museo di Borgo Terra (dove sono ospitati i reperti recuperati) consentirà ai visitatori di conoscere la vita della comunità messapica tra IV e III secolo a.C.

 

Un tuffo nel mondo dei Messapi è quello che propone il nuovo Parco archeologico di Muro Leccese. Inaugurato sabato scorso, è il risultato di un lungo percorso iniziato vent’anni fa con un protocollo d’intesa firmato dal Comune di Muro e dall’Università del Salento. Oltre vent’anni di scavi, che hanno portato alla luce la storia dell’antica città messapica che si interseca con la Muro moderna. 

Nel corso dell’inaugurazione del Parco archeologico, oltre al sindaco Antonio Lorenzo Donno, erano presenti il presidente della provincia Stefano Minerva, l’assessore comunale alla Cultura Rita Ruggeri, la direttrice della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brindisi, Lecce e Taranto Maria Piccarreta. Il progetto del Parco archeologico è stato realizzato da Flavio De Carlo e Daniela De Tommasi, mentre i lavori sono stati diretti dall’architetto Luigi Corsano.

Il sindaco Donno ha sottolineato la necessità di fare rete, ribadendo l’importanza di valorizzare il patrimonio storico-artistico lavorando in sinergia ideando progetti ed iniziative con le altre cittadine caratterizzate dalla stessa storia e che conservano lo stesso patrimonio archeologico, enfatizzando l’importanza dell’evento per la comunità di Muro: “Si aggiunge un ulteriore tassello all’immenso patrimonio culturale ed artistico di Muro. Il connubio tra Museo e Parco, oltre a spiegare la storia e le nostre origini, sarà un valore aggiunto ed un’importante attrazione per un turismo culturale e volano di crescita per il territorio”. Momento emozionante è stato la consegna della cittadinanza a Liliana Giardino per aver diretto dal 2000 al 2015 la campagna di scavi e aver contribuito a portare alla luce i tesori della città messapica. Il responsabile degli scavi Francesco Meo (Unisalento) nel suo intervento ha sottolineato come questo sia un traguardo ma c’è ancora molto da fare, a cominciare dall’acquisizione di terreni ed aree, importante per conoscere la storia, ancora sepolta nel terreno e per mettere in rete tutto il paese da Santa Marina sino all’area Nord del Parco del Crocefisso. 

Camminando nel Parco archeologico si possono ammirare da vicino le possenti mura di cinta, che hanno dato il nome al paese, ed i resti della città messapica che delinea uno spaccato di vita del centro antico. In un lembo di terra triangolare è visibile la fase ellenistica del IV secolo a.C. Una strada che divide in due l’area archeologica, che corrisponde alla via istimica Otranto-Gallipoli. A destra della strada un grande complesso residenziale con una sala da banchetto ed una serie di stanze con cortile interno, di cui si ritrova il plastico al Museo di Borgo Terra presso il Palazzo del Principe; dall’altra parte della strada una piccola casetta con due stanze ed un cortile dove è stato rinvenuto lo scheletro di uno degli ultimi abitanti dell’epoca, ritrovato sepolto sotto alle macerie di una delle stanze. Sulla terrazza è stata riprodotta l’impronta di una capanna di 55 mq protostorica, dell’VIII secolo. 

Dall’area abitata si passa alla vicina necropoli, dove sono visibili due tombe a semi camera: qui è stato rinvenuto un cratere attico di fine VI secolo, posizionato oggi al centro delle sale del Museo. Il percorso continua sino alla parte est della città dove ci sono le mura messapiche e la parte nuova dello scavo, in cui è stata ritrovata la grande residenza gentilizia dell’età arcaica di mille metri quadri ed il “tesoretto” con i dieci incusi di argento. 



«Indietro
Marco Grasso L'intervista della settimana
Marco Grasso

Web Agency Lecce sciroccomultimedia Posizionamento sui motori di ricerca webrising