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Un tornado contro l'omertà

[28/06/2019] IN COPERTINA

Un tornado contro l'omertà

30 arresti e 10 indagati (tra cui il sindaco di Scorrano, Guido Stefanelli): sono questi i numeri dell’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica e condotta dai Carabinieri di Maglie e Lecce contro “l’esercito di Padreterno”, il gruppo criminale protagonista di crimini quali omicidi, attentati, estorsioni, intimidazioni e traffico di stupefacenti. E nel corso delle indagini sono emersi ulteriori particolari sull’omicidio di Mattia Capocelli a Maglie il 25 aprile scorso  

 

Mafia, droga, estorsioni, attentati dinamitardi, possesso di armi da fuoco, corruzione: c'è davvero di tutto nell'operazione “Tornado” che lunedì 24 giugno ha portato a 30 provvedimenti cautelari, tra arresti in carcere e domiciliari, e 10 indagati al termine di una complessa attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce e condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Maglie, guidati dal capitano Giorgio Antonielli, e del Comando Provinciale di Lecce, con la collaborazione dei colleghi della Compagnia di Treviglio (Bergamo).

Cuore dell'inchiesta il Comune di Scorrano che è stato letteralmente sconquassato dalla notizia. Le persone coinvolte sono indagate a vario titolo per associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, danneggiamento seguito da incendio, detenzione abusiva di armi e di materie esplodenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, ricettazione, minaccia aggravata, porto abusivo di armi, sequestro di persona e violenza privata. Un quadro scioccante che fa luce sull'ennesima vicenda criminale nella provincia di Lecce e che tocca, almeno in questa fase dell'indagine, pure il sindaco di Scorrano, Guido Stefanelli, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. 

Lo spaccio di sostanze stupefacenti sembra fosse l'attività principale del gruppo guidato da Giuseppe Amato, detto “Padreterno”, 63 anni, e dal figlio Francesco, detto “Checco”, di 28 anni, attorno ai quali ruotava una pletora di giovani, dai 20 ai 30 anni, pronti a tutto pur di imporre con metodi mafiosi la legge del clan. Da qui le estorsioni ad alcuni lidi della zona adriatica, in particolare di Otranto e Castro, e alle attività commerciali dei paesi limitrofi. E poi auto incendiate o fatte saltare in aria a Maglie e dintorni, senza che nessuno trovasse il coraggio di denunciare. Un contesto di sudditanza e omertà che ha favorito in tutti questi anni l'emergere di un gruppo criminale che si è assicurato un rapido consenso all'interno dell'ambiente della Sacra Corona Unita. D'altronde Giuseppe Amato era ritenuto legato a Corrado Cucurachi, detto “Giaguaro”, affiliato al clan Tornese di Monteroni. L'indagine condotta dai Carabinieri a partire dal settembre 2017 ha consentito di individuare una serie di condotte delinquenziali di un gruppo con connessioni e ramificazioni estese anche ad altri influenti sodalizi mafiosi della Sacra Corona Unita salentina. 

In tutta questa vicenda spicca il coinvolgimento del primo cittadino di Scorrano, eletto nel 2017, che stando ad alcune intercettazioni potrebbe -il condizionale d'obbligo-, aver avuto il sostegno del clan per l'elezione e quello di un carabiniere che faceva uso di cocaina e si rivolgeva spesso al gruppo guidato da Amato. 

 

“Tornado” chiama in causa il sindaco di Scorrano Guido Stefanelli

 

Ancora una storia di mafia e di connivenze. I tentacoli della piovra stringono ogni aspetto del potere, che sia esso economico o politico. A finire nell'occhio del ciclone, questa volta, tocca al sindaco di Scorrano, Guido Stefanelli (nella foto), eletto nel 2017 con una lista civica di centrodestra con il 54,66% delle preferenze. Qualche mese fa Stefanelli è approdato tra le fila di “Andare Oltre”, movimento guidato dal sindaco di Nardò, Pippi Mellone, manifestando poi una simpatia per la Lega di Matteo Salvini nel corso delle recenti elezioni europee. 

Su quei voti del giugno di due anni fa si concentrano le indagini delle autorità, soprattutto per alcune intercettazioni legate alla concessione del parco “La Favorita” di Scorrano. In particolare, quando Matteo Presicce chiede a Francesco Amato, figlio del boss: “Ma tu gli hai detto come ti abbiamo fatto salire ti facciamo scendere?”. Una frase che ha destato da subito le attenzioni degli inquirenti e su cui il prosieguo delle indagini farà chiarezza. Quando, però, la questione della concessione si fa più complicata del previsto Amato ottiene un incontro con Stefanelli e con l'ex assessore Blandolino. Con sé un fucile con cui minacciare gli amministratori. Un episodio inquietante che, però, mai è stato denunciato. 

Alla fine non se ne fa niente. Il parco resta in stato di abbandono, ma d'altronde le parole di Francesco Amato sulla vicenda sono chiarissime: “Se non lo prendo io, non lo prende nessuno”. A testimoniare la presunta vicinanza tra Stefanelli e il gruppo due altri episodi: la richiesta esaudita da parte del primo cittadino e formulata dalla moglie di Amato di avere del sushi di prima qualità per la serata e il bacio al boss, Giuseppe, durante la festa di Santa Domenica a Scorrano. “Sono passato davanti alla baracca e stava seduto là davanti, mi sono dovuto fermare per salutarlo, si è alzato e mi ha baciato...cioè proprio... A posto, ho detto, se mi hanno fatto la foto...”. Ora il primo cittadino, assistito dagli avvocati Alfonso Parente Stefanizzi e Luigi Corvaglia, dovrà spiegare tutto questo ai pubblici ministeri Maria Vallefuoco e Guglielmo Cataldi che seguono l’inchiesta. Dall’esito dell’interrogatorio (e delle relative indagini) dipenderà anche la sua scelta di restare alla guida del suo Comune oppure dare le dimissioni, come chiedono a gran voce gli esponenti dell'opposizione. 



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