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Ugo e Iolanda, una vita per strada

[07/12/2012] LECCE

Ugo e Iolanda, una vita per strada

In via Vecchia Surbo va in scena la miseria: due cittadini, dopo lo sfratto, vivono in un’auto vicino ai loro mobili ammassati. Ma il sindaco Perrone replica su Facebook alle accuse di indifferenza: “Il Comune di Lecce per ben due volte ha assegnato loro una casa” 
 
Alle porte della città c’è un presepe. Nessuna paglia per giaciglio, nessuna luce ad illuminarlo. Lo scintillio del Natale non lo raggiunge e gli sguardi dei cittadini non si soffermano ammirati. Eppure è un presepe davvero. Ugo e Iolanda, al freddo e al gelo, restano insieme nell’unico rifugio di cui dispongono: un’auto. Aspettano, da più di un mese, che qualcuno si accorga di loro, della loro indigenza. Aspettano, tra mille difficoltà, di poter avere un tetto sulla testa.
È un caso limite, o almeno così si spera. In qualche modo è il simbolo della sperequazione tra l’immagine patinata della nostra città e la dura realtà di miseria che domina molte esistenze. A pochi giorni dal Natale, lontano dalle vetrine addobbate a festa, due cittadini combattono la loro battaglia quotidiana per la sopravvivenza. I mobili ammassati in via Vecchia Surbo, un Fiorino come casa e due persone, Ugo e Iolanda, che ogni giorno, dopo aver subito lo sfratto, devono rimediare un pasto e combattere il freddo e gli stenti. 
Paladino delle loro difficoltà è Beniamino Piemontese, ‘cittadino italiano’ come lui stesso ama definirsi, che da settimane combatte perché le istituzioni si facciano carico della vicenda. Per questo, oltre ad aver coinvolto il sindaco e i servizi sociali del Comune, ha presentato un esposto in Procura e una lettera di denuncia all’attenzione del prefetto Giuliana Perrotta “a difesa della dignità e della vita di una coppia di cittadini italiani, i signori Ugo e Iolanda”. Per lui è una battaglia di civiltà, per il rispetto di quel diritto di cittadinanza di cui tutti dovrebbero poter fruire. Ma è anche una battaglia di umanità, quell’umanità che molti sembrano aver dimenticato. Per Ugo e Iolanda si tratta di sopravvivenza: vivere così non è più possibile, non lo sarebbe per nessuno, men che meno per due signori -non più giovanissimi- alle prese per di più con gravissimi problemi di salute. 
Dopo una serie di rimpalli di competenza, dopo un fiume di parole e la bagarre mediatica, qualcosa comincia a muoversi. Mentre sono ancora in corso gli accertamenti per capire cosa fare, sul tavolo del sindaco e dell’assessora ai servizi sociali del Comune, oltre alle lettere di denuncia di Piemontese, è arrivata l’interrogazione urgente del consigliere Pd Antonio Rotundo. Certo, la vicenda non è semplice da sbrogliare. I due cittadini, cui è stato imposto lo sfratto, avrebbero anche diritto ad un alloggio popolare, ma pare che degli inquilini abusivi lo abbiano occupato.
Intanto, chiamato inevitabilmente in causa il sindaco Paolo Perrone sul suo profilo Facebook replica alle accuse di disinteresse rispetto alla triste vicenda della coppia: "Ugo e Iolanda. Una storia che conosco bene -ha scritto Perrone sul social network-, semplicemente perché il Comune di Lecce per ben due volte ha assegnato una casa a questi coniugi, che ora stazionano per strada. Oggi in tanti si chiedono perché il Comune non faccia nulla per aiutarli. Io mi chiedo perché questa coppia ha abbandonato entrambe le case che avevamo loro assegnato. Chi di competenza dovrebbe probabilmente verificarlo. C'è chi non ha un tetto perché ancora è in attesa di averlo. Credo che difficilmente, una volta ottenuto, lo abbandonerebbe". 
 
(foto: Repubblica.it)
 
Melissa Perrone 


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