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Tromba d'aria, il Basso Salento chiede lo stato di calamità naturale

[30/11/2018] TRICASE

Tromba d'aria, il Basso Salento chiede lo stato di calamità naturale

Un evento atmosferico di rara violenza ha sconvolto i territori di Tricase e comuni limitrofi. Tra famiglie sfollate, attività commerciali in ginocchio ed edifici distrutti, ancora è difficile quantificare i danni 

 

Un territorio letteralmente messo in ginocchio nei giorni scorsi dalla furia dirompente della natura. Gran parte del territorio del Sud Salento ha iniziato a fare la conta dei danni provocati dalla tromba d’aria che si è abbattuta domenica 25 novembre; formatasi a San Gregorio, marina del Comune di Patù, il fenomeno atmosferico, tanto affascinante quanto devastante, ha percorso ben 17 chilometri per terminare la sua incontrollata corsa a Tricase, il territorio che ha subito i danni maggiori (in particolare presso l’area portuale e la frazione di Marina Serra, dove sono state coinvolte anche due preziose chiese). La tromba d’aria ha percorso circa 20 chilometri e, nonostante abbai esaurito la sua forza a Tricase, ha avuto pesanti effetti anche ad Andrano e Diso, territori immediatamente più a nord. 

L’evento atmosferico ha attirato l’attenzione della stampa nazionale e le fotografie e i filmati diffusi sulla rete ne hanno chiaramente evidenziato l’eccezionalità e la gravità. Nel dramma, però, la bella notizia è che nessuno è rimasto ferito, anche se sono gli stessi cittadini che adesso devono fare i conti con abitazioni e veicoli (automobili e imbarcazioni) gravemente danneggiati e con anni di lavoro e sacrifici mandati in fumo nel giro di una manciata di secondi; stessa sorte è stata riservata anche a strutture pubbliche come porti, scuole o impianti sportivi. Le conseguenze, ovviamente, hanno riguardato anche la viabilità e si è faticato non poco a ripristinare il corretto flusso su strade e binari, diventati preda di alberi, calcinacci, pietre di muri divelti, segnali stradali. 

La dimensione del fenomeno e i disagi da esso provocati hanno così portato i sindaci dei Comuni maggiormente coinvolti a chiedere lo stato di calamità naturale. Questa è la scelta emersa in seguito al vertice convocato lo scorso 26 novembre presso Palazzo Gallone di Tricase dal presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva e al quale hanno partecipato i sindaci di Andrano, Corsano, Tiggiano, Patù, Gagliano del Capo, Diso e, appunto, Tricase.

L’emergenza ha attivato numerosi attori sociali e istituzionali: i lavori di rimozione degli ostacoli che il vento ha gettato sulle strade sono stati effettuati dai volontari del coordinamento provinciale della Protezione Civile, mentre Prefettura e vigili del fuoco hanno pianificato alcune misure di sicurezza, tra cui quelle antisciacallaggio. Come affermato, poi, da Minerva, la Provincia di Lecce si impegnerà a rappresentare una sorta di “cerniera istituzionale” fra le Amministrazioni comunali e le istituzioni superiori. Tra queste, compare sicuramente la Regione Puglia, che già dopo l’evento aveva messo a disposizione risorse e mezzi con i quali affrontare l’emergenza, tra questi anche i fondi per la messa in sicurezza delle chiese di Tricase Porto e Marina Serra e gli strumenti per valutare successivamente gli interventi per la loro ricostruzione. 

Ad oggi, è ancora presto valutare l’entità precisa dei danni, ma a confermarne la gravità è stata la necessità di sfollare due nuclei familiari, uno residente a Marina Serra (con tre bambini) e uno, composto da una coppia di coniugi, a Tricase Porto; entrambi sono stati fatti temporaneamente alloggiare in un albergo di Tricase a carico dell’Amministrazione comunale. Da valutare, inoltre, anche la tempistica per il corretto e completo ripristino dell’energia elettrica, che interessa in particolare i comuni di Tricase e Corsano. 

 

Alessandro Chizzini 



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