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Torna a crescere la produzione di olio extravergine di oliva

[03/11/2017] PRIMO PIANO

Torna a crescere la produzione di olio extravergine di oliva

Sono 225mila le tonnellate previste da Coldiretti Puglia per il 2017, a dispetto della scarsa produzione degli ultimi due anni. Ma è necessario che il settore sia maggiormente tutelato 

 

Dopo la crisi, la ripresa. La produzione di olio extravergine di oliva torna su ottimi livelli dopo due stagioni disastrose a causa delle avverse condizioni climatiche. Ad annunciarlo è stata Coldiretti Puglia, che per il 2017 prevede una produzione di olio d’oliva di qualità di circa 225mila tonnellate: “Un calo del 25% rispetto alla media annuale di 300mila tonnellate -spiega il presidente Gianni Cantele- ma in crescita fino ad oltre il 35% rispetto all’anno scorso, quando la si era fermata a 150mila tonnellate. Ciononostante l’Italia mantiene saldamente il primato europeo della qualità negli oli extravergini di oliva a denominazione di origine e indicazione geografica protetta, con il raccolto 2017 che sarà destinato a ben 46 marchi riconosciuti dall’Unione Europea”.

Prospettive più rosee, quindi, per il settore olivicolo regionale, considerando che il marchio comunitario può rappresentare la soluzione ad una annosa criticità del comparto, descritta dal direttore di Coldiretti Puglia Angelo Corsetti: “Con l’IGP Puglia, intendiamo sopperire alla storica carenza di programmazione e di un vero sistema di filiera che ha riproposto all’attenzione dell’opinione pubblica un paradosso tutto pugliese, ovvero forti nella produzione, deboli sul mercato, un assioma per nulla decifrabile e comprensibile che la dice lunga sulla complessità del sistema produttivo indebolito da avventurieri e speculatori. È opinione diffusa -continua Corsetti- che estendere i controlli alla tracciabilità significa ledere gli interessi delle lobby e delle multinazionali, che grazie alle ormai note operazioni di ‘chirurgia chimica’ riescono a mantenere le loro quote di mercato disattendendo tutte le regole e le norme comunitarie in vigore. Queste situazioni hanno reso l’olio d’oliva uno dei prodotti più coinvolti nell’universo delle frodi alimentari”.

È l’olio d’oliva pugliese a fare dell’Italia il maggiore produttore mondiale e, di conseguenza, da esso passano le sorti dell’intero comparto nazionale. Questo è anche il pensiero di Coldiretti Puglia, che proprio in merito a questo aspetto lancia una priorità, cioè quella di garantire sempre maggiori quantitativi di olio regionale, perché in caso contrario crescerebbero ulteriormente le importazioni estere; e da questo punto di vista, bisogna anche considerare l’illecita attività dei cosiddetti agro pirati, che “drogano” il mercato dell’olio extravergine, danneggiando conseguentemente imprese, consumatori e tutto il territorio. 

A sostegno del settore, però, Coldiretti Puglia sottolinea l’esistenza di due strumenti: si tratta della legge n. 9/2013, la cosiddetta “Legge salva olio”, e le “nuove norme in materia di reati agroalimentari” contenute in un disegno di legge per il quale l’organismo regionale chiede l’accelerazione dell’iter; quest’ultima proposta è stata elaborata dalla commissione presieduta da Gian Carlo Caselli, magistrato e presidente del Comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare.

 

Più controlli con la “Legge salva olio”

 

Coldiretti Puglia auspica la corretta applicazione della legge n. 9/2013, contenente “Norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini”. La cosiddetta “Legge salva olio” introduce nuove e più rigorose norme in merito a particolari aspetti quali l’etichettatura, i controlli e le sanzioni, allo scopo di proteggere e tutelare il mercato. Il provvedimento ha però dovuto attendere più di tre anni prima di entrare in vigore a causa del veto posto dall’Unione Europea. E l’Italia ha dovuto sottostare ai suoi dettami, tanto è vero che ha modificato una delle norme principali: è infatti consentito vendere l’olio extravergine con un periodo di conservazione superiore ai 18 mesi, che era invece il limite posto dalla legge italiana. 

La 9/2013 mantiene comunque numerose altre disposizioni, tra cui l’estensione del reato di contraffazione di indicazioni geografiche a chi fornisce in etichetta informazioni non veritiere sull’origine degli oli di oliva, sanzioni in caso di scorretta presentazione degli oli d’oliva nei pubblici esercizi o nuovi parametri e metodi di controllo qualitativo, con la previsione di pubblicare sul sito del Ministero alle Attività Agricole dei risultati delle analisi effettuate per la rilevazione di alchil esteri e metil alchil esteri (composti chimici presenti nell’olio d’oliva che ne riducono la qualità). 

 

Alessandro Chizzini 



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