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Spiagge sicure?

[03/08/2018] IN COPERTINA

Spiagge sicure?

Entra nel vivo il provvedimento del Ministero dell'Interno che prevede severe sanzioni per chi vende e acquista merce contraffatta da ambulanti, riconoscendo ai Comuni di Ugento, Otranto, Gallipoli, Nardò e Porto Cesareo finanziamenti per il potenziamento degli organici e dei mezzi di Polizia municipale. Intanto rimane alta l’attenzione delle Forze dell’ordine per reati come lo spaccio di stupefacenti e i furti che continuano a verificarsi nelle località balneari 

 

Volete comprare un asciugamano mentre siete in spiaggia a prendere il sole? Pensate di tornare a casa con un braccialetto, un cd, un bastone per i selfie, una collana o un cappello comprati da quel ragazzo di colore che si sofferma sulla battigia a mostrare tutto l'armamentario? Se scene di questo genere le avete viste nei mesi di giugno e luglio, non le vedrete in gran parte delle spiagge salentine per il mese di agosto. E qualora dovesse succedere di acquistare qualcosa dai venditori ambulanti potrebbe costarvi molto molto caro, dai 100 ai 7mila euro. È quanto prevede il piano “Spiagge sicure”, firmato dal ministro dell'Interno Matteo Salvini e che in queste ultime settimane estive troverà la sua piena attuazione. 

Il dibattito è aperto tra chi vede il provvedimento come una manna dal cielo per togliersi di torno i “vu cumprà” e chi lo vede come un mero atto ideologico, fatto per colpire i venditori di colore visto che negli esempi citati dai media in questi giorni mancano gli italianissimi venditori di mandorle e cocco -fiscalmente in nero pure loro- o di pucce e prelibatezze locali. Come si legge direttamente sul sito del Viminale, “con l'obiettivo di assicurare un'estate al mare serena, 54 comuni rivieraschi ricevono dal Fondo unico giustizia un finanziamento massimo di 50mila euro, per un ammontare totale dello stanziamento di 2 milioni e 500mila euro”.

L'iniziativa, annunciata lo scorso 6 luglio dallo stesso ministro Salvini, ha puntato a premiare progetti che riguardassero principalmente l’assunzione a tempo determinato di personale della Polizia locale, il pagamento degli straordinari, l’acquisto di mezzi e attrezzature da fornire al personale dei Comuni per il contrasto all’abusivismo commerciale e la realizzazione di campagne di sensibilizzazione. Potevano accedere al finanziamento non più di tre Comuni costieri per ogni provincia, esclusi i capoluoghi di provincia, motivo per cui nell'elenco non compare Lecce con le sue marine; con una popolazione non superiore ai 50mila abitanti e con presenze turistiche nelle strutture ricettive non inferiore alle 500mila presenze annue secondo i dati Istat. 

“Dei progetti accettati, approvati dai Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica delle prefetture, con le quali le stesse Amministrazioni comunali devono firmare un protocollo d'intesa -si legge sempre nella nota ministeriale- hanno beneficiato 15 località balneari del Nord, 23 del Centro Italia e 16 del Meridione”. In provincia di Lecce si tratta di Ugento, Otranto e Gallipoli. In quest'ultimo caso il piano “Spiagge sicure” si allarga anche ai Comuni di Nardò e Porto Cesareo che, non raggiungendo da soli le 500mila presenze annue, avevano presentato il protocollo d'intesa assieme alla Città bella.  

 

Favorevoli (tanti) e contrari (pochi)

 

Le reazioni al piano “Spiagge sicure” avanzato dal Ministro dell'Interno non si sono fatte attendere, altalenandosi tra chi loda il provvedimento e chi invece lo boccia tacciandolo sostanzialmente di razzismo. Tra i primi sicuramente rientrano le associazioni di categoria, gestori di lidi e attività commerciali estive che si vedono penalizzati dalla presenza massiccia di venditori ambulanti sulle spiagge, in mezzo ai propri avventori che magari vorrebbero godersi in tutto relax sdraio ed ombrellone pagati profumatamente. “Da anni -affermano- chiediamo di poter avere una maggiore presenza di operatori delle Forze dell’ordine sul territorio, in special modo nella stagione estiva. Vi prego, non dite che siamo razzisti, ma il fenomeno è insostenibile. Dovete comprendere che i turisti pagano un servizio, e la tranquillità ne è compresa. Spesso gli ambulanti richiamano di proposito l’attenzione di chi vuole solo rilassarsi. E poi dormono tra le dune: è incivile, è una situazione al limite della dignità”.

Sulla stessa lunghezza d'onda i primi cittadini di quei Comuni che adotteranno il piano. Sono sette gli enti (Ugento, Salve, Melendugno, Otranto, Gallipoli, Nardò e Porto Cesareo) che beneficeranno dei 150mila euro complessivi per implementare le forze di polizia locale, da reperire dalle graduatorie già esistenti, allo scopo di combattere l'abusivismo commerciale.

“Il nostro lungo litorale e il prezioso e vasto entroterra -commenta il sindaco di Nardò, Pippi Mellone- richiedono uno sforzo enorme che grava sul comando di Polizia Municipale, tanto che, fin dall'inizio del mandato, abbiamo aumentato la dotazione di agenti stagionali. Con questa iniziativa garantiremo ancora più sicurezza portando a 14 la dotazione di agenti stagionali nel mese di agosto e rispondendo anche alle esigenze degli operatori, che lamentano fenomeni di abusivismo commerciale lungo la costa. Una iniziativa -sottolinea Mellone- che non sarà una 'caccia all'africano' ma un sacrosanto intervento di rispetto delle regole”. 

Se c'è chi sposa in toto il provvedimento, c'è chi, come il sindaco di Racale, Donato Metallo, ha scritto una lettera al ministro Salvini per spiegare perché non manderà i suoi agenti di Polizia municipale sulle spiagge: “I vigili hanno altro da fare, più importante, più giusto. Sono lì a prevenire i reati ambientali, grandi e piccoli, sono lì a fornire aiuto a cittadini e turisti, sono lì a mandare via i parcheggiatori abusivi (quasi sempre italiani ed affiliati alla malavita, però quelli per voi, signor Ministro, non sono un problema), sono lì a evitare incidenti. La legalità non la preserviamo non facendo vendere un accendino o una collanina o cocco e mandorle, la rispettiamo ogni giorno noi sindaci in tanti e difficili modi, mettendoci contro la malavita e facendoci bruciare la macchina, denunciando le tangenti ed i grandi evasori, spiegando casa per casa come si fa la differenziata”.

 

Alessio Quarta



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