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Sospirate vacanze

[09/08/2019] IN COPERTINA

Sospirate vacanze

Dura la vita dei vacanzieri, tra annunci di case per villeggiatura che si rivelano poi delle “sole” e voli (o crociere) in ritardo o annullati. Eppure le leggi a tutela dei consumatori consentono spesso di ottenere un adeguato risarcimento per la vacanza rovinata, anche se in media solo il 3% di chi ha subito un danno lo richiede 

 

Vacanza, ma quanto mi costi? È sicuramente questa una delle principali domande che si pongono tutti coloro che, soprattutto in estate, hanno il desiderio di organizzare un viaggio che possa allontanarli per un certo periodo di tempo dalla routine di tutti i giorni e dallo stress da lavoro. Al giorno d'oggi, una vacanza che si rispetti non costa di certo poco, ma a volte il prezzo da sborsare non riguarda solo la sfera economica, ma anche quella personale. Questo è ciò che succede quando, per cause non dipendenti dalla nostra volontà, la vacanza si trasforma in un'odissea o in una vera e propria truffa: ritardi o cancellazioni di viaggi da una parte e prenotazioni di abitazioni e appartamenti mai esistiti o situati in altri luoghi. 

Si tratta di situazioni purtroppo sempre piuttosto frequenti e che trovano il suo culmine nella stagione estiva. Le conseguenze per le vittime possono rivelarsi pesanti, dalla perdita di somme di denaro più o meno ingenti alla rinuncia dell'intera vacanza, a cui si aggiunge uno stato d'animo completamente opposto a quello che si voleva creare o recuperare proprio attraverso un viaggio lontano da casa. 

Nella sfortuna, però, i turisti possono contare su una serie di associazioni di tutela dei consumatori, che li sostengono soprattutto sotto il punto di vista legale. Tra queste, un ruolo di primo piano è ricoperto dall'associazione nazionale Onlus Codici - Centro per i Diritti del Cittadino. Uno dei suoi principali esponenti è l'avvocato leccese Stefano Gallotta, che ha provato ad illustrarci il complesso e variegato quadro delle vacanze rovinate, tra reati, violazioni e negligenze di chi dovrebbe garantire un regolare e legale servizio ai turisti: “Nel caso di truffe delle case vacanze, i criminali hanno spesso buone opportunità di farla franca, ma con la giusta attenzione si possono riconoscere annunci sospetti. Riguardo, invece, ritardi e cancellazioni di viaggi, i turisti devono sapere che esistono a loro tutela delle disposizioni normative che le compagnie di viaggi spesso celano. Come associazione Codici seguiamo centinaia di casi, e solo in poche occasione il giudice ha rigettato l'istanza, compensando però le spese. Posso affermare che nel 99% delle situazioni si arriva alla condanna del vettore, proprio perché esiste una normativa ferrea, riuscendo a smentire quasi sempre le ragioni delle compagnie, che spesso descrivono come circostanze eccezionali delle situazioni che in realtà rientrano nella loro gestione ordinaria”. 

Non sempre si ottiene quanto dovuto, come nel caso del trasporto su terra, ma le opportunità di rivalsa a favore degli utenti non sono poche.

 

Case vacanze fantasma: prevenire è meglio che curare 

 

Non poteva che esserci Gallipoli, regina del turismo estivo regionale e nazionale, tra le località maggiormente utilizzate come mezzo per perpetrare le ben note truffe delle case vacanze inesistenti. A marzo venne ingannata una 50enne della provincia di Caserta, mentre poche settimane fa sono stati iscritti nel registro degli indagati 22 persone che agivano nel territorio di Milano. 

Si tratta del tipo di truffa più comune che viene messa in atto nell’imminenza della stagione turistica estiva e che sfrutta Internet, il mezzo oggi più utilizzato per cercare abitazioni nelle quali soggiornare. Non sono infatti rare le situazioni nelle quali un turista prenota una struttura da annunci pubblicati on line per poi ritrovarsi una realtà completamente diversa da quella pubblicizzata se non addirittura inesistente. La truffa solitamente si completa quando l’affittuario versa la caparra con Postepay o in modo non rintracciabile tramite Iban. Nella maggior parte dei casi, una volta ottenuto il denaro il furfante sparisce senza lasciare traccia e alla vittima non resta che tornare a casa, perché spesso l’annuncio si riferisce a località turistiche che sono già al completo. 

La prima cosa da fare sarebbe presentare denuncia (allegando tutte le eventuali prove) alla Polizia Postale e delle Comunicazioni. È anche utile sapere che anche possibile richiedere l'immediato sequestro del sito o della casella mail pericolosi, per evitare che la truffa si ripeta e si diffonda.

Cadere in questo tipo di truffa è facile, ecco alcuni consigli per ridurre il rischio: 

1) innanzitutto, è consigliabile non entrare in contatto con i privati ma rivolgersi ad agenzie turistiche o tour operator in possesso di una certificazione con la quale possano essere individuati;

2) nel caso si decida di affidarsi agli annunci online, la cosa più importante da fare è quella di prendere contatti con l’offerente e chiedere qualsiasi tipo di informazione, anche la più dettagliata;

3) valutare la possibilità di inviare preventivamente sul posto qualcuno di nostra fiducia che possa prendere visione della struttura; 

3) insospettirsi quando la caparra richiesta è piuttosto bassa, perché paradossalmente può rappresentare una strategia attraverso quale ottenere il denaro nel più breve tempo possibile per poi sparire; 

4) prendere in considerazione solo annunci con un numero molto elevato di recensioni positive

 

Alessandro Chizzini 



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