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Sos Grotta Verde

[06/10/2017] PRIMO PIANO

Sos Grotta Verde

A Marina di Andrano l’ingresso della caverna è invaso da rifiuti di ogni genere portati dalle correnti ma anche abbandonati dall’uomo. Il sindaco Accoto: “Pronto un progetto Interreg per la tutela ambientale e la fruibilità della nostra costa” 

 

Avviare una riflessione critica nei confronti delle fragilità che il Salento propone non solo ai turisti in visita a questa terra ma anche alle comunità locali si fa sempre più urgente soprattutto a livello istituzionale. Sebbene non sorprenda quasi più vedere luoghi di inestimabile bellezza naturalistica e culturale abbandonati al degrado ambientale più totale, è anche vero che tanto si sta cercando di fare per preservare località marittime e costiere del Salento conosciute oramai anche in ambito internazionale. 

È questo il caso della Grotta Verde a Marina di Andrano: un patrimonio naturale conosciuto a livello internazionale che esposto alle correnti del mare è, soprattutto in questa stagione, teatro di scempi provenienti in minima parte da rifiuti abbandonati sulla costa e, in larghissima parte, da rifiuti portati dal vento di scirocco, dagli scarichi in mare irregolari e dall’incuria dispensata dalle navi di passaggio. “In queste zone si riesce ad intervenire tempestivamente soprattutto in alta stagione, periodo in cui possiamo godere di un maggior numero di forze dispiegate a nostra disposizione -dichiara l’avvocato Mario Accoto, primo cittadino di Andrano-, a differenza della bassa stagione in cui le stesse subiscono un ridimensionamento e vengono programmate per intervenire in base ad altre priorità. Può dunque accadere che il problema non venga risolto con la stessa tempestività della stagione estiva. Vanno altresì tenuti in considerazione due aspetti fondamentale: i rifiuti si spostano con lo spostamento delle correnti e questo non ne agevola la rimozione; in secondo luogo, tutto il lavoro in quella zona va fatto manualmente, senza ausilio di attrezzatura specifica data la conformità naturale dell’area.”

Il Comune di Andrano ha però da sempre cercato di investire nella valorizzazione delle sue specificità territoriali, partendo dal monitoraggio preliminare fino a giungere all’ottenimento di fondi specifici in materia. Ad un’attività di costante sensibilizzazione su queste tematiche, oggi sempre più attuali e di interesse collettivo, attraverso la collaborazione ad iniziative promosse ad esempio dal Circolo Legambiente della vicina Castro, impegnato da tempo in un progetto di pulizia di litorali e fondali, si sta cercando di affiancare un lavoro di programmazione sul lungo termine che permetta di mettere in campo delle misure specifiche per intervenire sul problema in maniera sempre più diretta e tempestiva. 

L’Amministrazione comunale di Andrano non intende tuttavia rimanere con le mani in mano: “Proprio in questo periodo -aggiunge Accoto-, dopo aver superato una prima fase di valutazione tecnica siamo in attesa dei risultati che riguardano un progetto relativo ad un programma di Interreg, inerente il tema della resilienza coniugata alla preservazione dei beni costieri, in particolare della Grotte Verde. Si tratta di un progetto su cui puntiamo molto per poter non solo arrivare a garantirne la fruibilità ad un’utenza diversamente abile attraverso la creazione di circuiti replicabili in dimensione tridimensionale, ma anche per poter giungere attraverso delle professionalità preposte all’attuazione di misure specifiche che siano compatibili con la salvaguardia ambientale del luogo nella sua interezza, e che siano soprattutto poco invasive”. 

Questo dimostra dunque non solo la necessità da parte dei soggetti preposti di mantenere alta l’attenzione di fronte a queste tematiche nell’ottica di mitigare l’impatto ambientale, aumentando la consapevolezza della cittadinanza locale, ma anche la volontà costante di essere dalla parte del territorio e di tutti coloro che quotidianamente si impegnano a vivere questa terra consapevoli di essere custodi di un bene inestimabile che non ci appartiene, e che un giorno non molto lontano dovremo restituire. 

 

Serena Merico 



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