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Rivoluzione d'ottobre

[06/10/2017] IN COPERTINA

Rivoluzione d'ottobre

Nuove dinamiche all’interno del centrodestra pugliese: il consigliere regionale Andrea Caroppo ha lasciato Forza Italia e ha creato il movimento “Sud in testa”, scegliendo di appoggiare la candidatura a premier di Matteo Salvini, con il quale il 30 settembre scorso a Lecce ha ufficializzato l’alleanza 

 

I diretti interessati hanno parlato di svolta. Di certo si tratta di un momento storico per il centrodestra pugliese: per la prima volta, infatti, la Lega Nord è entrata nelle istituzioni locali, precisamente nel Consiglio della Regione Puglia. E lo ha fatto col suo leader Matteo Salvini. Sì, proprio la Lega Nord e Matteo Salvini: un partito e il suo principale esponente, protagonisti di campagne antimeridionaliste e della battaglia per la secessione della Padania dall’Italia. Questa era però la realtà di qualche anno fa. Oggi il segretario leghista ha raggiunto tutte le regioni italiane, anche e soprattutto quelle meridionali, presentandosi con il movimento “Noi con Salvini”; il leader del Carroccio ha deciso addirittura di sposare le cause del Sud Italia, proponendosi come portavoce degli interessi del Mezzogiorno e auspicandone il rilancio per il futuro di tutto il Paese. 

Salvini è stato bravo a toccare gli aspetti più sensibili della vita degli italiani, tematiche sulle quali lo stesso esponente di centrodestra spinge da molti anni: dall’euro al fenomeno dell’immigrazione, dalla difesa dei prodotti agricoli nazionali alla politica energetica; una serie di problematiche che interessano da vicino il Sud e in particolare il Salento, basti pensare a Tap, trivelle, Xylella o ai numerosi migranti oggi ospitati nei nostri centri di accoglienza. 

Molti però si sono chiesti a cosa è dovuto questo radicale cambiamento di posizione di Salvini nei confronti del Meridione: “La battaglia bisogna vincerla tutti insieme, è inutile chiudersi nel nostro giardino. Dobbiamo riunirci, ognuno con le proprie diversità e identità, ma con l’orgoglio di essere un popolo”. Questa è stata la risposta che Salvini ha dato a giornalisti e simpatizzanti presenti lo scorso 30 settembre a Lecce, in una piazza Sant’Oronzo militarizzata. L’incontro è stato voluto dal consigliere regionale Andrea Caroppo per presentare il suo nuovo movimento “Sud in testa” e ufficializzare il suo appoggio a Matteo Salvini come candidato premier; una scelta che ha segnato l’abbandono di Caroppo a Forza Italia e l’ingresso della Lega per la prima volta all’interno dell’assise della Regione Puglia. 

L’obiettivo comune di Caroppo e Salvini è quello di riuscire a ricompattare il centrodestra, magari con la possibilità di presentarsi alle prossime elezioni politiche con un solo e unico simbolo; si tratta di un processo avviato sia a livello nazionale che locale, e se Salvini ha annunciato di aver costanti contatti con Berlusconi e di non voler avere nulla a che fare con Alfano, in Puglia si sta assistendo ad un deciso rafforzamento di Forza Italia, a discapito di Direzione Italia di Raffaele Fitto. Il centrodestra pugliese sembra aver intrapreso un percorso nuovo, ma solo le prossime elezioni diranno se la scelta è stata quella giusta.

 

Salvini: “La Puglia può diventare una risorsa per il nostro Paese”

 

Lo scorso 30 settembre Matteo Salvini ha portato a Lecce le tematiche e le battaglie che vuole inserire all’interno del suo programma politico in vista delle elezioni del 2018. In primis c’è l’abolizione della legge Fornero, ma il leader della Lega Nord ha parlato anche di immigrazione, famiglia, difesa delle donne, lavoro, giovani, sicurezza, garanzia della legittima difesa, agricoltura e protezione dei prodotti italiani, palesando le sue note e a volte estreme posizioni (castrazione chimica per stupratori e pedofili, contrarietà alle adozioni gay e allo ius soli, accoglienza solo i migranti in fuga dalla guerra). 

Nel suo discorso, però, anche la volontà di fare crescere il Mezzogiorno attraverso il federalismo: “Sotto la mannaia centralista ed europeista il Sud oggi è messo peggio di 20 anni fa. Premiare le autonomie e il territorio, responsabilizzare i sindaci e i governatori è la ricetta che vale in Lombardia, così come in Abruzzo e in Puglia”. 

Parole al miele per la nostra regione, che per Salvini gode di potenzialità tali da farla diventare tra le migliori d’Europa, ma che, a suo dire, paga le sbagliate politiche del centrosinistra, a partire da Tap: “Le responsabilità della sinistra sono devastanti. Il progetto non era certo il migliore possibile, ma ormai ci troviamo a cose fatte. Non vorrei fosse un’altra Tav, che dopo tante battaglie si è rivelata inutile”. Stessa posizione anche rispetto alle trivellazioni nei nostri fondali alla ricerca di petrolio: “Abbiamo intrapreso una battaglia all’ultimo sangue con il referendum, che purtroppo non ha raggiunto il quorum. Il business delle multinazionali è prevalso sull’economia più sana e più fiorente di questo territorio quale è il turismo. Non è però ancora troppo tardi per guardare avanti verso le nuove energie, come hanno fatto i paesi del Nord Europa, dove le auto elettriche sono ormai la maggioranza e carbone e petrolio sono quasi scomparsi”. 

Tra i punti principali del programma di Salvini anche la salvaguardia dell’agricoltura e in merito la questione Xylella rappresenta uno dei temi più caldi: “Abbiamo portato questa battaglia a Bruxelles già da tempo. Oggi non è consentito né espiantare le piante malate, né impiantare quelle sane. È una follia, considerando che l’Europa non si è mai seriamente interessata a questa vicenda e addirittura toglie il dazio su tonnellate di olio tunisino di pessima qualità. È una presa in giro! I prodotti del nostro mare e della nostra terra, tra cui l’olio salentino, sono i migliori al mondo -ha concluso Salvini-, semmai dovremmo raddoppiare i dazi al riso cambogiano che contiene pesticidi o al Canada che esporta grano al glifosato e carne agli ormoni”.

 

Grandi lavori in corso nel centrodestra in vista delle elezioni 

 

In vista delle elezioni del 2018, le diverse forze rappresentate in Parlamento hanno iniziato a prendere la forma, chi più e chi meno, di laboratori in fermento. In questo senso, il centrodestra pugliese costituisce uno degli esempi più lampanti. Forza Italia e “Noi con Salvini” sembrano le principali forze che rappresentano lo schieramento a livello regionale, e forse in tutto il Meridione; l’obiettivo è quello di costruire un’alleanza in grado di contrastare il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle, entrambi in netto vantaggio secondo un recente sondaggio condotto dall’Istituto Lorien.

Queste dinamiche di collaborazione tra il movimento di Silvio Berlusconi e la “versione meridionale” della Lega Nord hanno però portato all’importante cambio di casacca di Andrea Caroppo: creando il movimento “Sud in Testa”, infatti, il consigliere regionale ha scelto di abbandonare Forza Italia e appoggiare il progetto politico di Matteo Salvini e la sua candidatura a premier. Caroppo non è però l’unico esponente di centrodestra a decidere di seguire il leader della Lega Nord: la stessa strada è stata intrapresa anche da Giuseppe Carrieri, consigliere comunale di Bari che, come il consigliere regionale di Minervino di Lecce, ha lasciato Forza Italia per sostenere Salvini.

Il partito del Cavaliere è riuscito comunque a rafforzare notevolmente la sua rappresentanza in regione grazie all’attività di Paolo Pagliaro: il componente dell’ufficio di presidenza nazionale di Forza Italia ha infatti convinto ben 22 amministratori locali a sposare la causa di Berlusconi. Tra questi alcuni ormai ex fittiani, a conferma della decisa operazione di smantellamento operata da Forza Italia nei confronti di Direzione Italia. Già nelle scorse settimane, infatti, ben quattro importanti sostenitori di Raffaele Fitto avevano accettato la “corte” del principale partito del centrodestra: il consigliere regionale Saverio Congedo, il deputato Rocco Palese, gli ex assessori comunali di Lecce Gaetano Messuti e Severo Martini. Da parte sua, invece, Fitto pare stia reagendo a questo “fuggi fuggi” con il tentativo di confluire nell’Udc, come dimostrerebbe il suo accordo con il segretario Lorenzo Cesa. 

 

Alessandro Chizzini - foto di Andrea Colella



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