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Quarantena no-stop per il Circo Orfei a Ortelle

[29/05/2020] PRIMO PIANO

Quarantena no-stop per il Circo Orfei a Ortelle

Dal 5 marzo scorso 26 circensi e numerosi animali sono bloccati presso il Parco San Vito a causa dell’emergenza sanitaria. Tanti i gesti di solidarietà nei loro confronti, ma resistere è sempre più dura 

 

Il Covid-19 non è stato sconfitto, ma il Paese non può più permettersi di restare fermo. La cosiddetta fase 2, però, non ha coinvolto tutti i settori professionali, come quelli legati ad arte e spettacolo, che dovranno aspettare giugno per sperare in una ripresa della propria attività (curva dei contagi permettendo). In questo senso, ha fatto molto clamore il caso del Circo “Amedeo Orfei”, bloccato a Ortelle da quasi 3 mesi a causa dello stop stabilito dal Governo per gli spettacoli viaggianti. 

La carovana circense era giunta presso il locale Parco San Vito lo scorso 5 marzo per una serie di spettacoli che avrebbero dovuto concludersi il successivo 9 marzo, proprio nella settimana in cui il premier Conte dichiarò il lockdown su tutto il territorio nazionale. Da allora, nel luogo dove ogni anno il piccolo comune salentino ospita la Fiera di San Vito, trovano posto i caravan e le attrezzature del circo di Argenta (Ferrara). Una situazione problematica dal punto di vista igienico ed economico, non solo per i 26 lavoratori tra artisti e dipendenti, ma anche per i numerosi animali che accompagnano gli spettacoli. 

Fortunatamente, a sostegno della carovana si sono immediatamente mobilitati Amministrazione comunale, aziende e cittadini di Ortelle, fornendo viveri per i lavoratori e gli animali, in particolare per le quattro tigri, bisognose di un quantitativo di carne giornaliero non indifferente. In seguito, è giunto anche il contributo di Coldiretti e di altre associazioni ambientaliste ed animaliste, ma il circo continua a vivere al limite, come spiega Ivan Orfei, figlio del titolare Lino: “Le disposizioni del Governo ci impediscono di muoverci e di lavorare, e siamo così costretti, nonostante il prezioso contributo del Comune di Ortelle e di alcuni volontari, ad utilizzare le nostre risorse per garantire il sostentamento dei lavoratori e, soprattutto, degli animali, che rappresentano il nostro pensiero principale”. Un gruppo nutrito di animali che comprende tigri, dromedari, capre, cani, gatti, pony, un zebroide, un cavallo ed un elefante, ma “nessuna scimmia sottolinea Ivan Orfei- come erroneamente affermato da alcuni organi di stampa, considerando che la loro partecipazione agli spettacoli circensi è vietata”. 

Le risorse, però, sono in esaurimento e la necessità di riprendere a lavorare si fa ancora più pressante: “Appena avremo la possibilità di muoverci, continueremo con il nostro tour pugliese, ma non ci dimenticheremo di Ortelle. Al termine dell’emergenza, ci siamo ripromessi di tornare per offrire uno spettacolo di beneficenza per ringraziare l’Amministrazione comunale e la comunità per la sensibilità dimostrata nei nostri confronti”. In un certo senso, la vicenda del Circo “Amedeo Orfei” rappresenta uno specchio della crisi che sta vivendo il nostro Paese, con settori già in estrema difficoltà, come l’arte circense appunto, che più di altri rischiano di pagare le conseguenze di questo inaspettato momento storico. 

 

Agricoltori e associazioni di volontariato in soccorso di artisti e animali 

 

Non è stata solo la comunità di Ortelle ad attivarsi per aiutare lavoratori e animali del Circo “Amedeo Orfei”. Lo scorso 17 aprile, ad esempio, alcuni rappresentanti di Coldiretti Lecce hanno raggiunto Parco San Vito per donare adeguate razioni alimentari di soccorso sia per gli animali che per i dipendenti dell'azienda circense. La vicenda dell'Amedeo Orfei ha colto la sensibilità anche di alcune associazioni di volontariato, preoccupate soprattutto per il sostentamento degli animali: “Adottadog”, ad esempio, ha fornito ai dipendenti un quantitativo importante di beni di prima necessità, ma ha posto l'attenzione sulle difficoltà di reperire la dose minima di cibo per una corretta alimentazione delle quattro tigri, chiedendo un libero contributo da versare su un codice Iban diffuso su Facebook. 

Più recente, invece, è stato l'intervento dell'associazione “RinnovaMenti” di Spongano che, con il decisivo contributo di supermercati e aziende locali, sta contribuendo al sostegno alimentare dei circa 40 animali bloccati su Parco San Vito. 

 

Alessandro Chizzini 



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