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Le belle "Storie di donne"

[09/03/2018] SPETTACOLI

Le belle "Storie di donne"

Alla Corte de' Miracoli di Maglie, dal 17 marzo al 27 maggio, è di scena il teatro scritto, diretto e interpretato dalle donne 

 

Torna a Maglie, per il terzo anno consecutivo, la rassegna teatrale Storie di donne, organizzata da Corte De' Miracoli, in collaborazione con Fidapa sez. di Terra d'Otranto e Soniboni Officine Culturali e sotto la direzione artistica dell'attore e regista Massimo Giordano. Rivolti ad un pubblico vasto ed eterogeneo sono quattro gli appuntamenti che, dal 17 marzo al 27 maggio, faranno tappa nella cornice dell'accogliente spazio della Corte de' Miracoli, in via Sante Cezza n. 7/5. La formula è quella del doppio appuntamento nel week-end, sabato alle 21 e domenica alle 18.

Si inizia il 17 marzo, con replica nel giorno successivo, con Quale droga fa per me? della Compagnia del Sole, per la regia di Marinella Anaclerio. Tratto dal testo del drammaturgo tedesco Kai Hensel, narra la vicenda di Hanna, una sprovveduta casalinga, interpretata da Stella Addario, che decide di affrontare il vuoto della sua esistenza ricorrendo alla droga. Spiega Marinella Anaclerio: "Parlare di droga oggi ha un senso drammaticamente necessario. Di questo testo mi ha colpito la genialità dell'accostamento tra la natura della conferenza e quello della conferenziera. Una tenera e sprovveduta casalinga, madre di un bimbo problematico, con un marito distratto e assente, decide di affrontare il vuoto di un'esistenza, già segnata fino alla sua conclusione, battendo vie non consuete alla sua 'categoria'. Grazie al garzone dell'idraulico, che viene a ripararle una perdita in casa, scopre l'ecstasy e da lì comincia a esplorare il mondo delle droghe". 

Sabato 7 e domenica 8 aprile è la volta di Bocche di dama, scritto, diretto e interpretato da Angela De Gaetano. È la storia tormentata di due adolescenti che per lunghissimo tempo coltivarono il loro legame solo attraverso sguardi da lontano fino al giorno in cui decisero di scappare via. La storia, ambientata nella Lecce degli anni '50, è un atto d'amore, una finestra aperta sulla purezza delle età della donna. 

Torna a "Storie di Donne" Daria Paoletta, in scena il 28 e il 29 aprile, che presenta al pubblico Una storia che non sta né in cielo né in terra. Questa leggenda tarantina, da lei stessa diretta, è una foto in bianco e nero che racconta la vita di un paese di mare della Puglia, ai tempi in cui le donne usavano portare i capelli raccolti e le spalle avvolte in scialli neri. Marionna e Cataldo, i protagonisti, si sposano giovani, inesperti della vita, vivono in pieno il conflitto esistenziale di aderire alla volontà degli altri prima ancora che alla propria. L'arrivo delle sirene, seducenti ma ambigue, concede alla storia il fascino tipico delle figure mitologiche. 

Per il doppio appuntamento conclusivo del 26 e 27 maggio prima nazionale per lo spettacolo Apparatus matri, con Giovanna Cappuccio, Ania Rizzi Bogdan, Eleonora Gusmano ed Elisa Menchicci. Liberamente tratto da La casa di Bernarda Alba di Federico García Lorca, per la regia di Eleonora Gusmano, racconta tra mille intrighi e segreti la storia di Donna B che, in seguito alla morte del secondo marito, impone un lutto rigoroso alla madre e alle tre figlie, impedendo loro di uscire di casa e di intrattenere rapporti con il sesso opposto. Per info e prenotazioni: 348.6717334. 

 

Claudia Mangione 



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