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La quercia pił amata dagli italiani

[29/11/2019] TRICASE

La quercia pił amata dagli italiani

Con oltre 350mila preferenze la “Quercia dei Cento Cavalieri” è la vincitrice del concorso “Tree of The Year” 2019 per l’Italia, indetto dalla Giant Trees Foundation Onlus. La premiazione avverrà il 30 novembre presso Villa Florio a Buttrio (Udine)

 

La Quercia Vallonea di Tricase è l’albero più bello d’Italia: a dirlo sono gli oltre 350mila internauti che l’hanno votata nell’ambito del concorso europeo Tree of The Year 2019 a cui ha partecipato la friulana Giant Trees Foundation Onlus, che si occupa della salvaguardia degli alberi giganti nel mondo. 

Una vittoria annunciata sin dall’inizio, perché la maestosa spettacolarità del Quercus ithaburensis decaisne salentino, ha da subito scalato le classifiche. Un podio che non ha mai ceduto riuscendo a totalizzare da sola più preferenze delle sue ‘simili’ messe assieme. Eppure il patriarca verde ha sfidato altri giganti parimenti noti per statura, storia e bellezza inchiodandoli a preferenze di gran lunga più basse: la Quercia di Fossalta a 110.198 voti; la Quercia delle Checche a 62.264; il Leccio dell'Etna a 64.060. 

La fondazione Giant trees di Tarcento (Udine) riconosce il significato del risultato per tutta la regione e scrive che “la Puglia vince, dichiarando un amore profondo per la sua quercia”. Un’imponenza monumentale che affonda le radici in 700 anni di storia, raggiungendo numeri vertiginosi: 700 metri quadrati di foltissima chioma, un diametro di 4,5 metri per 20 metri d’altezza. Tale primato oltre a portare notorietà all’albero e al territorio, è importante soprattutto perché garantirà la sua salute e il suo stato di conservazione attraverso la Giant Trees Foundation. 

Ricordiamo nel palmares del prestigioso albero si annovera anche il riconoscimento che il WWF ha voluto tributargli nel 2000, anno in cui lo identificò come patriarca verde, albero-simbolo del Salento e della Puglia. Si narra che sotto la Quercia abbia stazionato, durante un fortunale, Federico II di Svevia assieme al suo nutrito esercito, dopo la battaglia di Barletta, da qui il nome più noto di “Quercia dei Cento Cavalieri”.  Inoltre grazie alla produzione delle sue corpose ghiande, monaci e contadini sin dal passato remoto hanno fondato un impero. L’estrazione dall’albero del tannino, sostanza acida impiegata nell’arte della concia delle pelli (detta anche “arte del pelacane”), creò un fiorente commercio che pose Tricase nella condizione di concorrere con i produttori più blasonati d’Europa per qualità e pregio di materiali. Quanto alla sua provenienza, deriva dall’Asia Minore e si pensa sia stata importata nel nostro areale dai dirimpettai Balcani (da dove il suo nome ‘Vallonea’).

 

M. Maddalena Bitonti 



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