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La cura della trasparenza

[03/11/2017] PRIMO PIANO

La cura della trasparenza

Ad una nostra lettrice la Guardia di Finanza ha contestato un illecito amministrativo relativo all’esenzione di prestazioni sanitarie fruite. La replica: “L’Asl di Lecce non mi ha preventivamente informata” 

 

Una storia spinosa quella accaduta alla nostra lettrice P. A., che circa due settimane fa ha ricevuto presso la propria abitazione la visita inattesa da parte di agenti della Guardia di Finanza che le hanno notificato un verbale di accertamento e contestazione per illecito amministrativo. In questo verbale la nostra lettrice veniva accusata di indebita esenzione dal pagamento dei ticket sanitari in relazione alla fruizione di prestazioni sanitarie di varia natura, erogate generalmente a cittadini in possesso dei requisiti reddituali rientranti nel codice di esenzione E02 (quello riservato ai disoccupati o soggetti con un reddito molto basso). Il verbale in questione prevede il pagamento di un importo pari a circa 619 euro per il ticket indebitamente non pagato a cui si aggiungono altri 619 euro come sanzione per l’illecito commesso. 

La nostra lettrice sostiene, però, di non avere mai inoltrato un’esplicita e intenzionale richiesta di esenzione dal ticket e di non essere a conoscenza dei dettagli relativi al codice assegnatole dall’operatore dell’Asl di Lecce. Questi codici sono, infatti, gestiti e assegnati dagli impiegati dell’Asl e, una volta assegnati, quand’anche ci fossero errori di attribuzione il cittadino non ha comunque gli strumenti per conoscere le procedure e le eventuali prescrizioni derivanti dal codice stesso. Il fatto che nel redigere una ricetta il medico curante, in via automatica, faccia giustamente riferimento a quel codice precedentemente assegnato senza ulteriori richieste di conferme al cittadino fa sì che l’iter in questione possa essere oggetto di mancanze e violazioni senza che il provato cittadino possa venirne a conoscenza al momento: ne viene a conoscenza semmai, in un secondo momento, direttamente con una richiesta di riscossione diretta da parte della Guardia di Finanza, com’è appunto accaduto alla nostra lettrice. 

“Ricevere una visita a casa da parte della Guardia di finanza quando si è certi della propria condotta -ci scrive P. A.- è di per sé un fatto che destabilizza e impressiona. Diciamo che sarebbe stato più rispettoso ricevere una comunicazione preventiva di avviso da parte dell’Asl perché in questo modo io mi sarei premurata di capire cosa stesse succedendo. Io ho immediatamente eseguito quello che il verbale richiedeva: mi sono recata presso gli uffici della Regione Puglia e presso l’Asl di Lecce poi per conoscere le prestazioni di cui avrei usufruito secondo quanto riportato dai terminali della stessa Asl. Inoltre, sempre dal verbale, risulta la mia esplicita richiesta di esenzione specifica con codice E02. Questo apre una discussione complessa di cui vorrei venire a capo -sottolinea- dal momento che io, da cittadina, non sono a conoscenza della codificazione applicata dall’Asl. A questo dovrebbero essere preposti, semmai, gli operatori dell’Azienda Sanitaria a cui spetta il dovere di informare il cittadino sugli oneri e sugli onori del codice di volta in volta assegnato. Credo ci sia poca trasparenza e poca informazione. A tutto questo bisogna aggiungere che i regolamenti della stessa Asl sono in continuo aggiornamento e risulta difficile, per un comune cittadino, conoscerne i dettagli e avere dimestichezza con gli stessi. Sarebbe giusto che i cittadini venissero a conoscenza dei criteri di assegnazione dei codici di esenzione, per un principio di trasparenza. Ci sono delle novità, ad esempio, che riguardano l’obbligo di pagamento del ticket di una prestazione anche in caso di disdetta per causa imputabile al cittadino, ma questa nuova norma non è stata divulgata sufficientemente e potrebbe comportare dei disagi ai cittadini ignari. È dunque necessaria -conclude P. A.- un’informazione più approfondita e divulgativa, per il rispetto degli stessi cittadini/utenti”.

 

Disdire una prenotazione? Entro 48 ore, altrimenti si paga il ticket (vale anche per chi è esente) 

 

A questo punto è utile soffermarsi su questo procedimento promosso dalla Asl che, molto poco pubblicizzato, rischia conseguentemente di creare disagi fra gli utenti. Per snellire le liste di attesa la Asl suggerisce di comunicare la disdetta dell’appuntamento per una visita medica entro 48 ore dalla data indicata sulla stessa, in caso di impedimento o nel caso la visita stessa non sia più necessaria. Questo perché sempre più frequente è la condizione di chi prenota una prestazione e per le ragioni più svariate non si presenta all’appuntamento, sottraendo così il posto a chi ne avrebbe realmente bisogno. 

È importante sapere che in caso di assenza non comunicata entro le 48 ore precedenti l’appuntamento, viene applicata una sanzione pari al costo del ticket della prestazione non effettuata e che la sanzione si applica anche ai cittadini esenti dal pagamento del ticket, secondo quanto stabilito dalla delibera di Giunta della Regione Puglia n. 2268/2010. 

La disdetta può essere comunicata presso gli sportelli Cup della Asl di lecce e presso le farmacie e le parafarmacie abilitate, accedendo al portale regionale della salute www.asl.lecce.it sezione “Servizi per il cittadino”, tramite mail alla casella di posta elettronica revoche.cup@ausl.le.it, fax allo 0832.215758 o telefonata al call center Cup 0832.1979911 (dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 13.30 e dalle 15 alle 18) o ai numeri Sos sanità: 800.70992, 0832.311905 e 0836.489282 (dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 12). 

 

Patrizia Miggiano 



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