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Influenza, in arrivo pił posti letto e ambulanze

[10/01/2020] PRIMO PIANO

Influenza, in arrivo pił posti letto e ambulanze

Per affrontare al meglio il picco della malattia che in questi giorni ha fatto registrare un numero elevato di ricoveri, la Asl di Lecce sta potenziando i servizi e mettendo in rete gli ospedali della provincia 

 

È ormai emergenza influenza in provincia di Lecce: solo nell’ospedale “Vito Fazzi” la scorsa domenica sono stati visitati almeno 56 pazienti dalle 11 alle 19 e nel corso della serata sono stati registrati 60 pazienti in codice verde e 4 in codice rosso, stando alle informazioni fornite in tempo reale dalla Asl di Lecce. Sono stati registrati numeri importanti anche in altri ospedali, che si aggirano tra i 20 e i 30 casi in otto ore nel corso della stessa giornata, contando diversi codici gialli. Il servizio 118 non riesce a reggere il numero delle telefonate, che ingorgano le linee, oltre a quelle della guardia medica, e i medici di base non sono sempre raggiungibili. 

Il piano di emergenza anti-influenza dell’Asl di Lecce sarà operativo da martedì e sarà necessario ampliare la capacità di accoglienza dei reparti di lungodegenza. Per il “Vito Fazzi” sono già stati reclutati cinque medici dall’esterno ed è stato adibito il sesto piano ad accogliere 20 posti letto. Altrettanti posti sono stati predisposti a San Cesario e all’ospedale “Santa Caterina Novella” di Galatina. Sono a disposizione anche l’ospedale di comunità di Campi Salentina e quello di Nardò, in cui si aumenteranno i posti letto in caso di necessità. 

Riorganizzare il Pronto Soccorso con azioni già messe in campo e riuscire ad aumentare i posti letto in tutti gli ospedali dal 7 gennaio sarebbe il primo passo per gestire meglio l’emergenza, secondo Rodolfo Rollo, direttore generale della Asl leccese: “Il problema è che la popolazione sopra i 75 anni è quasi il doppio di quella tra i 0 e i 14 anni, quindi la gran parte dei pazienti non può guarire in pochi giorni da una malattia acuta. In un ospedale come il ‘Fazzi’, in cui ci sono 70 posti letto in Medicina, con questi ritmi bisognerebbe fare almeno dieci dimissioni al giorno. Se non è possibile, perché i pazienti più anziani hanno tempi di recupero più lunghi e spesso sono soli, allora vuol dire che bisogna ragionare come rete”. 

I venti posti di lungodegenza del “Vito Fazzi” di Lecce saranno quindi usati per far passare la fase acuta della malattia, per poi trasferire i pazienti a San Cesario, Galatina, Campi Salentina e Nardò, utilizzando anche il trasporto di Sanitaservice, che potrà usufruire delle prime sette nuove ambulanze consegnate in questi giorni, come assicura Rollo, per un totale di venti mezzi che saranno disponibili entro fine mese. 

 

La soluzione? Aumentare il numero di vaccinati 

 

Per l’influenza in Puglia vi è un’incidenza di 2,61 casi ogni mille assistiti in carico ai medici di famiglia (i più colpiti sono ovviamente bambini e anziani). Ma non è una novità: rispetto all’anno scorso l’Asl di Lecce si è mossa in anticipo per contrastare l’epidemia, con una campagna di vaccinazione iniziata il 5 novembre e 163mila dosi di Vaxigrip Tetra e Flaud MF 59 distribuite tra l’Area Nord e l’Area Sud, rispettivamente 95mila e 68mila.

L’anno scorso in provincia di Lecce si sono verificati 58 casi gravi e 14 morti, un risultato che secondo gli esperti si potrebbe evitare se si aumentasse la copertura dei vaccini. L’Organizzazione Mondiale della Sanità indica infatti, tra gli obiettivi di copertura, il 75% come minimo perseguibile e il 95% come ottimale nei gruppi a rischio. 

 

Ruben Alfieri



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