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Il frutto delle meraviglie

[30/10/2020] PRIMO PIANO

Il frutto delle meraviglie

Ricca di vitamina C e antiossidanti, le melagrane varietà Akko e Wonderful sono sempre più richieste sulle tavole dei pugliesi. Ma Coldiretti avverte: “Occhio ai frutti importati dalla Turchia perché contaminati da pesticidi irregolari” 

 

Un aumento del 1.400% e un incremento dei consumi del 35%, che ha portato in 5 anni gli ettari coltivati a melograno da 67 a mille. Questi i numeri del mercato della melagrana in Puglia, come ha fatto sapere nei giorni scorsi Coldiretti Puglia, basandosi sull’elaborazione di dati Istat. “In provincia di Taranto si concentra il 40% della produzione italiana di melegrane -afferma il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia- con il succo del frutto che si rivela uno dei migliori ausili contro influenza e raffreddore, perché possiede in sé il 40% del nostro bisogno giornaliero di vitamina C. Il frutto del melograno può essere impiegato non solo in campo alimentare ma anche in quello farmaceutico”. Le varietà di melegrane più diffuse in Puglia sono attualmente la Akko e la Wonderful; la prima, più precoce, comincia nella prima decade di settembre, con una produttività che varia dalle 25 alle 30 tonnellate per ettaro, la seconda invece prende avvio nella seconda metà di ottobre e la produttività varia dalle 35 alle 45 tonnellate per ettaro. 

Al grande successo della coltivazione delle melagrane sono complici alcuni studi scientifici, come quello dell’Ecole Politecnico di Losanna, che attestano le proprietà salutistiche del frutto autunnale, indicandolo come un potente alleato contro l’invecchiamento cellulare e un forte antiossidante. Le qualità più importanti del frutto risiedono però nella presenza di sostanze ad alta attività antitumorale, come l’acido ellagico, i flavonoidi e altre sostanze con proprietà antiossidanti, che insieme costituiscono una forte alleanza nella cura dei vari tumori. 

L’aumento della domanda di melegrane alimenta però le importazioni di prodotto oltre che dagli altri paesi europei del sud, come la Spagna, anche da Israele e Marocco, Cile e Sudafrica. I paesi del bacino del Mediterraneo in cui attualmente la coltivazione è più diffusa sono però Israele e Spagna, con la maggiore disponibilità di melagrane da commercializzare allo stato fresco, ma altri paesi come l’Iran potrebbero diventare in futuro temibili concorrenti. “Questi prodotti vengono come al solito spacciati per made in Puglia -continua il presidente Muraglia-; oltre al prodotto fresco, sono i semi-lavorati a essere importati, perché destinati all’industria di trasformazione e alla cosmesi. L’agropirateria è purtroppo in linea con l’evoluzione dell’imprenditoria agricola locale, anzi, precorre i tempi”.

Nel particolare Coldiretti Puglia denuncia le melagrane importate dalla Turchia, che risultano al quarto posto tra i cibi più contaminati da pesticidi irregolari, mentre i frutti importati da Israele sono al nono posto tra i cibi che inquinano maggiormente l’ambiente, poiché per raggiungere il consumatore pugliese percorrono 2.250 km, bruciando 1,3 chili di petrolio, liberando 4,05 chili di anidride carbonica per ogni kg di prodotto.

 

Ruben Alfieri 



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