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Il Mulino Maggio di Poggiardo "Migliore azienda agroalimentare d'Italia"

[29/11/2019] PRIMO PIANO

Il Mulino Maggio di Poggiardo  "Migliore azienda agroalimentare d'Italia"

Il prestigioso riconoscimento è stato conferito dall’associazione Stampa Estera in Italia per l’impegno nella riscoperta e nella diffusione delle varietà di grano autoctone  

 

A Poggiardo torna a farsi sentire il Mulino Maggio con il riconoscimento di “Migliore azienda agroalimentare d’Italia”. Il premio dell’associazione Stampa Estera in Italia per la “Produzione di particolare valore e significato” è stato assegnato lo scorso 23 novembre a Offida (Ascoli Piceno) presso il teatro Serpente Aureo da un gruppo di 120 corrispondenti provenienti da circa 30 paesi nel mondo. Tale premio celebra il percorso di riscoperta e recupero delle antiche varietà autoctone di grano leccese, quali il Saragolla, il Russarda, il Capinera, il Carosella e il Maiorca. Un progetto avviato nel 2012 da Ercole Maggio (a sinistra nella foto), denominato “Campi sperimentali”, che affonda le proprie radici nella tradizione che il padre Alessandro, mugnaio, e l’omonimo nonno Ercole, agricoltore, hanno scolpito nell’animo del giovane imprenditore fin dall’infanzia. 

“Da quando eravamo bambini, io e i miei fratelli li abbiamo sempre seguiti nel loro lavoro. Avvicinarsi a questo mondo era la cosa più naturale che potessi fare -ha dichiarato Maggio- ma è anche quella che mi appaga di più. Questo riconoscimento è stata una vera sorpresa: non ho partecipato a nessun bando né sapevo che esistesse un premio del genere. Si è svolto tutto tramite passaparola fra i giornalisti che col tempo sono passati di qui, europei, giapponesi, americani, e altri. In questo caso il giornalista inglese Chris Warde-Jones, che accompagnava un suo collega americano in un viaggio per la Puglia, ha voluto candidarci a questo premio, a cui non sapevo nemmeno di essere stato iscritto, e inaspettatamente abbiamo anche vinto. Sette anni fa -sottolinea Maggio- non avrei mai pensato di poter fare tanto rumore con un semplice chicco di grano, né pensavo fosse così interessante, perché ho cominciato controcorrente, selezionando grano tenero in una terra di grani duri. Certo aver vinto questo premio ci riempie di gioia e dà lustro alla nostra attività, ma come le spighe di grano si mantengono dritte e lucenti finché non arriva il periodo della piena, per poi calare il capo nel momento in cui il chicco pesa di più, così noi ci manteniamo dritti e fieri del nostro lavoro, ma per lavorare ci tocca comunque piegare la schiena verso terra”.

Nel 1879, la “Corografia fisica e storica di Terra d’Otranto” riporta solo a Poggiardo l’esistenza di 12 mulini. Ad oggi il Mulino Maggio risulta l’unico ancora attivo, dopo che il padre di Ercole lo ha acquistato dal suo vecchio proprietario continuandone l’attività e affiancando al vecchio mulino in pietra uno moderno a cilindri.

 

Sette anni fa l’avvio dei “Campi sperimentali”

 

La tradizione e la passione si uniscono alla modernità imprenditoriale quando per puro caso, già sette anni fa, Ercole analizza su di un tavolo un cereale che lo incuriosiva semplicemente per la forma e il colore. Talmente tanto che negli anni è stato prodotto ripetutamente fino a coltivarne ettari. Solo dopo 3 anni sono riusciti a denominare questo insolito cereale, grazie agli agronomi del CNR di Bari e dell’Orto Botanico dell’Università del Salento che ne hanno classificato la varietà come grano tenero Maiorca, introdotto nel Salento da parte dei Borboni durante la dominazione tra il 1700 e il 1850. Dopodiché, consultandosi con l’esperienza di agricoltori più anziani, Ercole e la sua azienda sono riusciti a ritrovare le altre varietà attualmente coltivate. 

Ogni cereale ha una sua storia e particolarità: la Carosella venne introdotta probabilmente in epoca romana e contiene proprietà che in gergo si dicono “marzuole”, ovvero può essere coltivata a marzo nei terreni dove c’è maggiore ristagno d’acqua piovana; la Capinera e la Russarda furono invece introdotte durante l’invasione dei Saraceni a cavallo tra i secoli IX e XI. Il Saragolla invece sembra avere effetti benefici sull’intestino. Il Maiorca, di cui è stata già citata la storia, ha effetti diserbanti sulle piante nemiche e contiene solo il 6% di glutine, risultando ottimo per la preparazione di pasta fatta in casa.

 

Ruben Alfieri



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