Sei in: Home»Rubriche»In copertina

Don Tonino, profeta di pace

[09/02/2018] IN COPERTINA

Don Tonino, profeta di pace

In occasione del 25esimo anniversario della scomparsa di don Tonino Bello, il prossimo 20 aprile Papa Francesco verrà in Salento per incontrare i fedeli e pregare sulla tomba del servo di Dio, con il quale lo stesso Bergoglio sembra avere tanti punti in comune. Perché, come ci ricorda don Luigi Ciardo, parroco di Alessano, "se Tonino fosse diventato Papa, sarebbe stato come Francesco" 

 

"Intra domus meam: ianua patet, cor amplius", ovvero "Entra nella mia casa: la porta è aperta, più aperto è il mio cuore". Queste parole sono il segno identitario della grandezza di don Tonino Bello, figura straordinaria del Novecento italiano. Sacerdote, vescovo, scrittore e poeta a delineare i contorni di un uomo che si è fatto povero tra i poveri, capace di scelte coraggiose, ma sempre nel solco dell'amore per Gesù Cristo e la Chiesa. Abilissimo a far vibrare le corde dei cuori degli uomini con la sua capacità oratoria e i suoi scritti, lui servo di una "Chiesa col grembiule", artefice della "convivialità delle differenze", fondata sull'ascolto e sulla condivisione, specialmente degli ultimi della società. E a 25 anni dalla morte, da quel 20 aprile 1993, Papa Francesco verrà in Salento, ad Alessano, per pregare sulla tomba di un vescovo capace di sposare in toto i principi del Concilio Vaticano II. 

L'annuncio ufficiale è arrivato venerdì scorso, dato in contemporanea dalla Santa Sede e dalle Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, dove ha mosso i primi passi don Tonino, e da quella di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, da dove don Tonino ha impresso maggiormente la forza dei propri messaggi. Nel 25esimo anniversario del dies natalis, "il Santo Padre viene a porre il sigillo della sua autorità, riconoscendo nel Servo di Dio un testimone autentico del Vangelo e additando la sua persona e il suo messaggio come una fonte preziosa per la missione della Chiesa agli uomini e alle donne del nostro tempo", si legge nel documento a firma del vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca, monsignor Vito Angiuli

Sarà una visita breve, con un protocollo rigidissimo, ma al contempo significativa per tutto il Salento. Papa Francesco partirà dalle 7.30 dall'aeroporto di Ciampino e atterrerà nell'aeroporto militare di Galatina alle 8.20. Da qui partirà in elicottero alla volta di Alessano, precisamente in direzione del Cimitero comunale dove Bergoglio scenderà, venendo accolto da monsignor Vito Angiuli e dal sindaco di Alessano, Francesca Torsello. Il Santo Padre sosterrà in privato sulla tomba di don Tonino Bello, prima di salutare i parenti del "Vescovo del Concilio", così come spesso viene ricordato, ed i fedeli. Dopo il saluto di monsignor Angiuli, Papa Francesco prenderà la parola per salutare il popolo dei fedeli che arriverà ad Alessano per l'occasione. Poi alle 9.30 volerà in direzione di Molfetta, dove presso il porto adiacente il Duomo, nello stesso posto in cui si tennero i funerali di don Tonino, verrà concelebrata la Messa Eucaristica alla presenza del vescovo di Molfetta, monsignor Domenico Cornacchia. 

 

"La visita di Papa francesco celebra don Tonino Bello quale vero testimone della fede" 

 

Tra gli artefici della splendida notizia della venuta di Papa Francesco ad Alessano il prossimo 20 aprile c'è sicuramente monsignor Vito Angiuli, vescovo della Diocesi di Ugento - Santa Maria di Leuca dal dicembre 2010. Nel corso del suo ministero sono state tante le iniziative per tenere viva la memoria di don Tonino e la risposta affermativa di Jorge Bergoglio a venire in Salento è una sorta di gustosissima ciliegia sulla torta.

Monsignor Angiuli, qual è stata l'emozione principale non appena avete avuto la conferma che Papa Francesco sarebbe venuto ad Alessano? 

Innanzitutto bisogna dire che era un desiderio lungamente espresso, manifestato da parte mia e da molta gente, qua in maniera particolare nel Salento. Una volta che questo desiderio si è realizzato la gioia ha preso largamente il sopravvento sui tanti dubbi e sui momenti di incertezza che abbiamo vissuto negli ultimi tempi. 

La visita di Papa Francesco sarà breve, ma importantissima. Qual è il significato per il Salento ed in particolare per la Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca?

Il primo significato è che il Papa con la sua presenza ci riconsegna il messaggio di don Tonino con tutta l'autorevolezza del suo magistero. Evidentemente il Papa vuole additare non solo la nostra Diocesi, ma tutta la Chiesa, con l'importanza della testimonianza che don Tonino ci ha lasciato: come sacerdote e vescovo in linea con il Concilio, come una persona attenta ai poveri, come un profeta della pace, come una persona che ha desiderato, come dice il Pontefice, una Chiesa in uscita. Il primo significato è questo: la riconsegna di questo messaggio con l'autenticazione data dall'autorità del Papa. 

E il secondo? 

È quello della responsabilità che un avvenimento del genere lascia per la Diocesi e per tutto il territorio del Salento. La presenza del Pontefice, seppur breve, mette in luce il compito che noi come Diocesi e come salentini dobbiamo avere, cioè quello non soltanto di essere ammiratori, ma anche di essere seguaci del messaggio di don Tonino e quindi di continuare la sua opera nel nostro tempo. Mi sembra che questi due aspetti siano quelli più rilevanti. 

Pensate organizzare qualche iniziativa in particolare in occasione della visita di Papa Francesco? 

Veramente noi abbiamo cominciato già da qualche anno a vivere nel solco di don Tonino e di Papa Francesco. L'iniziativa che già da due anni abbiamo intrapreso, chiamata la "Carta di Leuca", cioè quel meeting internazionale che coinvolge giovani appartenenti a tutti i Paesi del Mediterraneo con culture, religioni e anche prospettive diverse è un segno abbastanza eloquente del vivere il messaggio di don Tonino e di incarnarlo nel nostro tempo. Stiamo preparando una serie di altre iniziative che in questo 25esimo anniversario metteremo in atto, ma la nostra preparazione non è una preparazione che nasce dall'immediatezza dell'evento, bensì da una convinzione più profonda già attuata negli anni precedenti. 

La visita di Papa Francesco può essere vista come un segnale positivo nel processo di beatificazione che riguarda don Tonino?

Certamente è un avvenimento che mette in luce degli studi su don Tonino. Se il Papa viene qui a sostare presso di lui è perché personalmente ritiene che la sua figura abbia dato una grande testimonianza di fede. Ovviamente la Congregazione per le Cause dei Santi terrà in conto di questo gesto che il Papa ha compiuto e delle parole che il Papa dirà in quella giornata. Poi è nella responsabilità della Congregazione far fruttificare questa presenza del Pontefice presso la tomba di don Tonino.

Tanti saranno gli eventi che avete programmato nel 25° anniversario della morte di don Tonino.

Abbiamo un calendario abbastanza nutrito che riguarda sia le scuole, sia l'aspetto culturale, sia quello caritativo. Su tutti terremo un grande convegno, ad aprile a Lecce, insieme all'Università del Salento, all'Università di Bari, alla Facoltà Teologica di Napoli e alla Facoltà Teologica Pugliese in cui riprenderemo un tema caro a don Tonino, quello della convivialità, cercando di approfondire questa tematica nei suoi diversi aspetti religiosi, sociali, economici e politici.

 

Alessio Quarta 



«Indietro
Clio Evans L'intervista della settimana
Clio Evans

Web Agency Lecce sciroccomultimedia Posizionamento sui motori di ricerca webrising