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Da operatore ecologico a disoccupato: la storia di Fabio Scorrano

[09/03/2018] LECCE

Da operatore ecologico a disoccupato: la storia di Fabio Scorrano

Fabio è uno dei cinque ex dipendenti Axa non assorbiti da Monteco, nonostante sia in possesso dei requisiti richiesti secondo i sindacati. In attesa dell'esito del ricorso, dallo scorso anno è alla costante ricerca di un lavoro per garantire il sostentamento della propria famiglia  

 

Un nuovo lavoro per riprendere a vivere in maniera dignitosa, magari come fattore in campagna. Non chiede altro Fabio Scorrano (nella foto), residente a Lecce che da giorni ripete il suo appello sui social. Restando, purtroppo però, sinora inascoltato. 

La sua storia comincia nel giugno dello scorso anno, quando nella buca delle lettere trova una sgradita sorpresa, quella con cui veniva informato del proprio licenziamento da parte della ditta presso la quale lavorava precedentemente. Fabio, infatti, fino a quella fatidica data era un dipendente di Axa, la ditta che gestiva il servizio di igiene ambientale dell'Aro Lecce 1, con particolare riferimento al servizio di raccolta dei rifiuti nella marina di Casalabate, porzione del territorio dei Comuni di Trepuzzi e di Squinzano. 

Con il cambio di gestione del servizio di raccolta differenziata e il conseguente passaggio da Axa a Monteco, tuttavia, cinque lavoratori si sono visti recapitare l'amara sorpresa della lettera di licenziamento, nonostante in capo alla ditta subentrante ci fosse un "preciso obbligo stabilito dalla contrattazione collettiva e dal Capitolato d'appalto", come si legge nel testo della missiva. Le organizzazioni sindacali intervengono per ribadire i diritti violati dei lavoratori che sono stati licenziati e che, invece, dovevano essere riassorbiti dalla nuova impresa. 

La questione ruota intorno ai requisiti ed è sorta dopo la trasmissione degli elenchi da un'azienda all'altra. Un nodo emerso già durante l'incontro dell'aprile 2017 tra le ditte e i rappresentanti delle sigle sindacali nella sede dell'Associazione degli imprenditori leccesi, conclusosi con un nulla di fatto. "Monteco -spiegano i segretari di FpCgil, FitCisl, UiltUil, Fiadel e Ugl- ha rifiutato strumentalmente di fornire l'elenco nominativo di tutti i lavoratori dei sette cantieri interessati per la nuova gestione dell'appalto", vale a dire Trepuzzi, Squinzano, Campi Salentina, Novoli, Guagnano, Surbo e Salice Salentino. La Monteco il 2 maggio 2017 non ha assunto cinque lavoratori, ex dipendenti della ditta Axa, inseriti negli elenchi degli addetti nel bando di gara, aventi tutti i requisiti previsti dall'art. 6 del contratto collettivo nazionale di lavoro di igiene ambientale".

Partono così i ricorsi di chi si sente danneggiato e i contro ricorsi della ditta che si sente dalla parte del giusto. E nel frattempo i lavoratori si trovano in balìa della situazione, pronti a tutto pur di trovare un nuovo lavoro, stabile. Anche ricorrendo ai social network, come spiega lo stesso Fabio, padre di due figli e con diversi problemi di salute, che nei giorni scorsi ha riempito le bacheche Facebook di gruppi di Lecce con la propria richiesta di aiuto. 

"Ho lanciato l'appello tramite il vescovo di Lecce, monsignor Seccia, tramite Telerama, Telenorba e il Quotidiano, ma non hanno fatto nulla. Fermo stavo e fermo sono rimasto. Ci sto provando in tutti i modi. Monteco, dalla quale dovevo essere riassorbito non lo ha fatto, ora siamo in causa. Il primo grado l'ho vinto, Monteco ha depositato il ricorso, programmato per il 12 marzo, e dovrebbe essere l'ultimo grado. O dentro, o fuori. Il mio appello sui social l'ho fatto solo ed esclusivamente per richiamare l'attenzione sui fatti e per chiedere a qualcuno che abbia una casa in campagna vicino Lecce di permettermi di fare la conduzione gratuita familiare, sostanzialmente il fattore, o comunque di avere un lavoro stabile". 

Chi potesse e volesse aiutarlo può mandare un messaggio privato sul suo profilo Facebook (www.facebook.com/fabio.scorrano.16) o contattarlo telefonicamente al 391.1793420. 

 

Alessio Quarta 



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