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Calo demografico, emergenza in Salento

[25/10/2019] PRIMO PIANO

Calo demografico,  emergenza in Salento

Sono 5.346 i bambini nati nel 2018 nella nostra provincia, con un saldo negativo rispetto ai decessi di 2.953 unità. A questo si aggiunge il fatto che 17mila giovani si sono traferiti al Nord o all’estero per studio o lavoro  

 

Brutte notizie sul fronte demografico sono arrivate dall’Istat. Il territorio salentino sta subendo un lungo e costante abbassamento del numero di nascite. Dal 2007, infatti, stiamo assistendo a un cambio di rotta rispetto a quelli che furono anni di buoni risultati nei quali la natalità annua superava abbondantemente quota 7mila ma non solo, si aveva anche il saldo di segno positivo rispetto ai decessi. Nel 2007 si è avuto per la prima volta un segno negativo (-231) e un abbassamento del numero di nascite (trend che era già iniziato, a essere precisi, nel 2005 quando circa furono 400 le nascite in meno rispetto al 2004). 

Questo dato fino ad oggi è andato sempre peggiorando. Nel 2018 sono stati meno 5.346 i bambini venuti al mondo nella nostra provincia; la differenza con i decessi è spaventosa: quasi 3mila in meno. Nel 2017 fu peggiore, con un disavanzo di addirittura 3.406 unità. Preoccupante e significativo anche il dato migratorio: oltre 17mila salentini hanno deciso di fare la valigia, l’anno scorso, lasciare la propria casa e dirigersi verso altre zone evidentemente più ricca di prospettive. Di questi il 10% ha scelto addirittura l’estero. Chi parte lo fa per molteplici ragioni: le più gettonate ovviamente quelle lavorative, di studio e affettive. Il risultato che, però, ne viene fuori è ovviamente un Salento privo di risorse capaci (se parliamo in termini di laureati che vanno al Nord o all’estero per lavorare), volenterosi (se pensiamo agli studenti che scelgono altre università) e intraprendenti.

Ad onor del vero, va detto che il dato salentino è in perfetta linea con quello nazionale, sia dal punto di vista del calo delle nascite, che da quello delle partenze. Addirittura nell’anno 2018 si è registrato il nuovo record negativo di 439.747 bambini, il minimo storico dall’unità d’Italia. Il Centro Italia è la zona più colpita dalla riduzione. 

Negli scorsi giorni il Forum Regionale delle Associazioni Familiari ha lanciato un allarme piuttosto serio: sono ben 12mila i banchi vuoti nelle scuole della Puglia. Proprio per questo, insieme con l’Assessorato regionale al Welfare è stato lanciato il progetto GEC, ovvero “Generare Figli, Educare Persone, Costruire Futuro”. Cosa prevede? Il sostegno alla natalità innanzitutto, aiutare la genitorialità, costruire alleanze educative tra famiglia, scuola e altre agenzie educative, in modo da consentire alle famiglie di trovare, nei luoghi di aggregazione quali scuole, parrocchie e oratori, un punto di riferimento importante e preparato. Dal Forum hanno fatto sapere che “la piaga della denatalità è al contempo causa e conseguenza di una più generalizzata crisi della famiglia che interpella l’intera società civile” e si augurano che questo “clamoroso primato negativo” possa essere superato grazie all’impegno e alla vicinanza delle Amministrazioni comunali.

 

Ma al “Santa Caterina Novella” è boom di nascite 

 

In controtendenza rispetto al dato nazionale e provinciale c’è quello di Galatina dove, a dispetto della riduzione delle nascite, ormai costante fissa, si è registrato un boom nell’ultimo periodo con un picco di ben 21 parti in appena due giorni, circa due settimane fa. Circa 800 è il dato complessivo delle nascite nel 2018 e le stime per il 2019 parlano di un percorso molto simile, se non addirittura al rialzo. 

C’è da segnalare che anche l’anno scorso in questo stesso periodo si parlò di un record molto simile: 20 bambini nati in due giorni. Protagonista, ovviamente, il “Santa Caterina Novella”, con i suoi due reparti di Ostetricia e Ginecologia. L’aspetto che salta agli occhi oltre al dato delle partorienti galatinesi è quello della provenienza di molte mamme da fuori città, segno inequivocabile che il reparto del dottor Gerardo D’Ambrogio ispiri fiducia e sia meritevole di attenzione da parte degli addetti ai lavori e degli utenti. 

Un altro elemento importante è la riduzione dei tagli cesarei ancora in calo rispetto all’anno scorso. 36 cesarei su 579 parti in questi mesi rappresentano un dato significativo e importante, soprattutto se si considera che la struttura di cui parliamo ha sempre avuto una percentuale molto alta. L’obiettivo, dunque, appare quello di cambiare la mentalità delle future mamme per abituarle al parto naturale. 

Il dato galatinese ha la doppia valenza: oltre a rappresentare, come già sottolineato, la controtendenza rispetto alla statistica provinciale e nazionale, esso rappresenta un segnale importante per un ospedale, come il “Santa Caterina Novella”, fortemente colpito dal riordino e per il quale, da più parti si stanno tuttora combattendo le più svariate battaglie di difesa. Se ne segnalano ancora tre: quella del Comitato Spontaneo, sorto diversi anni fa, che riunisce cittadini e volontari senza bandiere politiche; quella del sindaco Marcello Amante che, attraverso le Istituzioni, soprattutto regionali, fa costantemente pressing affinché il nosocomio riesca a mantenere quel ruolo centrale avuto negli anni; e infine quella del consigliere di minoranza Giampiero De Pascalis impegnato in una serie di ricorsi sottoscritti e firmati da centinaia di galatinesi. Una volontà, dunque, a 360 gradi per dare battaglia fino all’ultimo minuto necessario.

Un altro aspetto fondamentale sottolineato dalla divisione ospedaliera è quello della mancanza di personale sanitario. Infermieri e dottori si trovano pertanto ad affrontare quotidianamente carichi di lavori molto pensati e grossi. Dalla struttura hanno fatto sapere che hanno bisogno di un “intervento urgente finalizzato a risolvere tali problematiche, eventualmente con il potenziamento di personale in dotazione, in modo da poter operare al meglio nell’interesse dei pazienti”. Fino ad oggi infatti i turni di lavoro sono stati coperti dalla volontà e dalla disponibilità del personale presente che si è fatto carico anche oltre le proprie competenze. Gli 800 parti nel 2018 e la forte affluenza del 2019 potrebbero portare disagi soprattutto in termini di stanchezza del personale alle prese con un lavoro così duro.

 

Marco De Matteis 



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